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\*/...cOmE iNsiDe tHe SpIRaL...\*/"I Hope You Stay and Never Slide Away" 3月31日 De Occulta CondicioSiamo sotto campagna elettorale. "Stare sotto" penso che sia l'espressione più adatta dato che mi ricorda altre espressioni come "sotto assedio", "sotto le bombe", "io sopra e lei sotto"...e via dicendo....insomma condizioni di sottomissione rispetto a qualcuno; l'abbandonarsi all'ineluttabile sopraffazione degli eventi che si abbattono sul popolo come un vigoroso colpo di badile si abbatte sul terreno, rendendolo idoneo alla semina. Ma ditemi voi che cazzo di frutti devono venir fuori se il seme è marcio? o ancora peggio se il seme marcio viene deliberatamente nascosto? Avrete tutti sentito parlare della PAR CONDICIO, no? condizione di parità; ovvero un atteggiamento da parte dei mezzi d'informazione che faccia si che le parti politiche vengano presentate al popolo (meglio dire "pubblico" ) egualmente, cioè senza blandire o favorire qualcuno rispetto ad un altro. Vige una tendenza in Italia assai pericolosa, ovvero quella della mistificazione. Tale tendenza la si può riscontrare nell'uso improprio del linguaggio. Lo stato attuale delle cose mi fa pensare che per par condicio non si intende più l'atteggiamento di cui sopra, piuttosto un atteggiamento di disimpegno e di tacita sudditanza degli organi d'informazione nei confronti del potere politico. Mi spiego con un esempio semplice: Perchè una trasmissione come Striscia la Notizia, nota per mettere in luce le malefatte, gli sprechi e gli abusi italiani, sotto campagna elettorale deve rinunciare a portare avanti la propria politica di denuncia in nome della cosiddetta "par condicio"? per non sputtanare i politici ed influenzare così l'elettorato? ma ditemi una cosa, se si dimostra CON I FATTI che un politico di qualsiasi fazione è inadeguato a ricoprire il suo ruolo, la campagna elettorale non dovrebbe essere il momento migliore per denunciarlo agli occhi del popolo (pubblico...scusate, non imparo mai!)? non è questo il dovere dei giornalisti forse? Questo silenzio-assenso a chi credete che giovi? di certo non alla salute della nazione! La tanto esaltata condizione di parità è solo un paravento mistificatore. Allora siccome io nutro un profondo amore per il significato vero delle parole, per favore chiamiamola OCCULTA CONDICIO, poichè il fine ultimo è far credere al PUBBLICO che la classe politica sia per definizione adatta alla gestione della cosa pubblica, e di conseguenza tutto ciò che possa nuocere all'immagine della "casta" deve essere necessariamente nascosto. Tutto ciò mi fa pensare che l'Italia non è affatto uno stato democratico, ma una società feudale. ma questo è un altro discorso che forse affronterò successivamente. 11月2日 La Fontana come l'ItaliaHo appena viso le"Iene". Hanno intervistato Graziano Cecchini e le sue affermazioni m'hanno fatto riflettere. Quando è successo il fattaccio della fontana di Trevi ho urlato come un pazzo. SACRILEGIO! ORRORE! VERGOGNA! NNNOOOOOOOOO..... ecco, questa fu la reazione iniziale. Pressappoco come come una cameriera ultraottantenne che scopre che il gatto di casa ha fatto a pezzi le tende di lino. Il Cecchini ha tirato fuori Marinetti e il Futurismo. Ora....io non so un granchè dei futuristi; se non ricordo male hanno avuto un qualche legame con il fascismo(correggetemi se sbaglio), ma non è questo il punto. Il punto è che ho contestualizzato l'atto "vandalico" e devo dire che l'ho rivalutato parecchio. Innanzitutto la Fontana non è stata intaccata. La vernice era composta con una formula chimica inventata apposta e sono state fatte delle prove prima dell'azione, quindi questo denota una cura ed un rispetto per l'arte che esula dall'atto vandalico (non come quel pazzo che ha dato martellate al David). Sicuramente il tipo ci speculerà sopra, data l'eco mediatico e dato che l'arte oramai è commercio e trasgressione fine a se setssa (spesso, non sempre). Nei luoghi ufficialmente deputati alla fruizione dell'arte ci sono tante di quelle puttanate insensate. Ma non è neanche questo il punto, cazzo! 10月28日 Serata a Palermo 26/10/07A tutto c'è un limite! Solitamente quest'espressione riccorre alla fine di un discorso, ma questa volta sta bene come frase iniziale. A TUTTO C'è UN LIMITE!!! Io capisco la voglia di fare senza avere un'effettiva conoscenza di ciò che comporta organizzare un evento; io capisco l'arrangiarsi e suonare con quello che ti capita sotto; io capisco l'uso smodato di alcolici e droghe varie; io capisco l'incapacità di gestire le teste fottute di ragazzini idioti e gargi, ma a tutto c'è un fottuto limite!!! Vedete, ragazzi, forse il fatto è che oramai ho una certa età per certe cose, e viverle mi scassa la minkia in maniera brutale! Un concerto in Facoltà di Lettere? mmm, ok...quel posto ha egemonizzato la mia vita negli ultimi 10 anni. Per una volta lo vivrò a mio piacimento. Come si chiama la manifestazione? UNIRIOT? bah, oramai ste velleità combat -rivoluzionarie mi fanno sorridere, ma questo è un altro discorso e questo post non è la sede adatta per farlo. La McGUFFIN SOCIETY viene invitata ad esibirsi per un modico rimborso spese e beveraggio gratis. Beh proprio gratis no…la LORO idea era che la prima consumazione era aggratis e che dalla seconda in poi invece dovevamo sborsare i picciuli. Ditemi voi che cazzo di ragionamento è…Cmnq Peppe è astemio, Alessandro quasi, io ho bevuto solo una birra e Cimeso un paio. L'indomani Peppe alle 9 doveva essere a lavoro, ma per l'amore di suonare 100Km A/R si fanno. Questo è il vero spirito della musica indipendente. Spaccarti per andare a fare 4 pezzi in un posto dove non ti conosce nessuno. Siamo Rockers, eccheccazzo!!!Arriviamo alle 20.00 circa e troviamo 4 gatti spelacchiati nel parcheggio. Niente palco. Suoneremo per terra...evvabbè....ci stà. Alex e il fido Massimiliano sono in macchina che ascoltano del Jazz. Si fanno vivi Alessandrino, Meddi e Chicco. Si chiacchiera e si ride. Bella storia! Alla fine non sembra tanto male. Vado dal fonico e gli chiedo se vuole una mano a scaricare l'amplificazione. Il tipo con sguardo diffidente ed inquisitorio risponde che non ce n'era bisogno. Arriva il tipo con la batteria. Batteria? cioè...si, ne ha la forma...ma la sostanza??? Cristo, quel charlie è pericolante! è fino come le bacchette che usano i cinesi per mangiare e pendente come la torre di Pisa. Rockers si, ma con criterio. Ma ciò che mi lasciò alquanto perplesso fu la totale mancanza di aste! e come li teniamo i piatti? affittiamo degli schiavi che li terranno con le loro ditina???Mah… L'attesa si prolunga. La gente arriva a vagonate. Mamma quanta gente, non me l'aspettavo. Le aste invece non arrivano manco per il cazzo! Qualcuno mi dice che si deve fare il soundcheck. Io mi rifiuto categoricamente! Senza aste? fare soundcheck senza piatti? Ma che senso ha???verso le 23.30 arriva qualcuno con le aste, le monta in fretta e inizia così il primo gruppo. Becco il fantomatico Dario (che la sera precedente aveva detto al cellulare che "ERA TUTTO OK E NON C'ERA NESSUN PROBLEMA!") e gli chiedo la scaletta dei gruppi: La Mcguffin è terza! Ok, fantastico, così potremo tornare a casa in un orario decente. Suona il secondo gruppo………allora………con calma……è che non so da dove cominciare………ok, mettiamola così: Sono dei pischelli sballati teste di cazzo ignoranti arroganti esibizionisti rincoglioniti………ho reso l'idea? Potrei continuare…cmnq questi Trimmutura (o qualcosa del genere)fanno cover (e te pareva…) sentite e strasentite. Non so cosa succede, c'è un po' d'agitazione. Nel delirio più totale il fonico cerca di strappare di mano il mic al cantante e ne segue una rissa che viene sedata quasi subito. Quanto tempo che non vedevo ste scene, ragazzi……uahuahuahuah!!!!! Peppe mi indica dei ragazzi con gli strumenti in mano. Cazzo, ma non dobbiamo suonare noi adesso? Vado a parlarci. Ci siamo conosciuti tramite Myspace. Sono i Troublemakers e mi dicono che suonano loro per terzi. La scaletta ha subito un cambiamento. Non vedo Dario e non posso dargli una testata sul naso. Che peccato. Tra l'altro mentre i Troublemakers stanno facendo il penultimo pezzo ci viene comunicato che prima di noi suonerà un gruppo (AAAAAAAAHHHHHH)che farà solo 3 pezzi (il batterista era quello che aveva messo le aste). Ok, che cos'altro possiamo fare, se non bestemmiare? Il morale è a terra. I Zaraf sono altrettanto inkazzati. Io voglio solo mettermi sulla makkina e andarmene a casa. Manco voglio suonare più, tanto mi hanno fatto girare i coglioni. La gente rimasta è pochissima. Cazzo che nervi. Il gruppetto finisce e mi avvicino alla batteria col mio equipaggiamento. Cominciamo subito. Giusto il tempo di sistemare tutto e partiamo a volo. Ovviamente non si sente una beneamata! La cosiddetta cassaspia è praticamente inesistente. La chitarra di Ale altrettanto. Il basso è pompatissimo e la voce si confonde col vento (può sembrare una cosa poetica, ma non è affatto così!il senso è letterale! cioè che la voce era una lontana eco!). Appena finito il primo pezzo quegli stronzetti fighetti ubriachi dei trimutura s'arricampano sul palco e accennano un'intervento circense che viene subito gambizzato. Riprendiamo con la scaletta. Ad un tratto sento il ride suonare da solo. Minkia, ma così bravo sono fatto? No,no, macchè…un gargietto di non più di 17 anni con una bottiglia di plastica, colto da un barbaro spirito d'emulazione, comincia a picchiare inconsultamente sul ride e sul timpano. Io mi volto e lo fulmino con lo sguardo. "OOOHHHH, chi minkia fae?". Il fonico insieme ad altre persone intimano al gargietto di non rompere il cazzo e ne segue una rissa brutale all'ingresso del corpo basso. C'era più gente a guardare la sciarria che gente a guardare noi suonare. Finita la terza canzone mi accingo a sistemare quel charlie improbabile e sento una voce: "Signorino, Signorinooo…" Mi volto e mi accorgo che un gargio (ragazzi, io mi chiedo se alla fine la FRENOLOGIA non fosse una scienza esatta) ce l'ha con me. Proprio con me!!! La Mcguffin rimane scioccata. Peppe si volta verso me e mi chiede: "Ma che vuole questo?" e Ale: "Lascia stare, piè, lascia stare". "Signorino, nome e cognome, m'addare nome e cognome chi mu skivo e poi ti vegnappigghio eo…". Ecco, questa era per concludere. Io non cago di striscio il gargio…già la vitaha infierito pesantemente con lui, facendolo nascere in un ambiente difficile e con un'intelligenza sottosviluppata. Quando mi trovo questi soggetti davanti spesso penso: "Povere bestie, dovrebbero essere soppresse invece di continuare la loro disgraziata esistenza". Ma cmnq……facciamo l'ultimo pezzo. Il piede del timpano cede e suono più di metà canzone con il timpano che mi martoria la gamba destra. Basta, saremmo dovuti andare via molto prima di suonare. Che serata di merda. Mai in tutta la mia vita avevo assistito a cose del genere. Avevo delle copie della demo che avrei voluto regalare a chicchessia, ma i coglioni ruotavano vorticosamente e manco c'avevo voglia di andare tra la (pochissima) gente rimasta. Che schifo. Mai avuta tanta amarezza dopo un concerto. Ora veniamo a noi!!! Ho raccontato per filo e per segno ciò che è successo con un intento cronachistico, ora viene la parte dello sfogo! Studentelli pseudo-rivoluzionari, se non sapete neanche organizzare un concerto figuriamoci l'attività "politica"…Ci avete trattato con i piedi! Ci fate venire da Marsala con un ridicolo rimborso spese e non riuscite a garantire nulla sul palco. Mi auguro almeno che tutto quanto vi servi da esperienza. Inoltre vi avevamo chiesto di farci suonare tra i primi per via dell'orario di ritorno e invece ci fate suonare all'una e un quarto! Sapete, c'è gente che il sabato mattina lavora in ufficio per guadagnarsi da vivere onestamente, sbattendo veramente la funcia contro questa società di merda tutti i santi giorni. Mica è come voi che vi alzate quando cazzo vi pare e vi sparate cannoni tutto il giorno facendo finta di studiare… Trimutura, mi limiterò ad augurarvi tutto il male possibile. In effetti siete solo dei pischelli subnormali. Non è colpa vostra se siete così… Gargi, con quei capelli liscissimi e unti, quell'abbigliamento da discotecaro scrauso e quegli orecchini brillantinosi mi sembrate tutti una manata di froci della peggior specie. Io sarei anche per l'integrazione, ma se dovete rompere la minchia sempre e comunque allora io ricorrerei ad alcune pratiche naziste… Questo è quanto! Qualsiasi commento è beneaccetto. In fede Don Pedro & McGUFFIN SOCIETY 10月21日 Libertà d'informazione e d'espressione??? Tiè...Mi viene in mente quando il mio caro amico Tommy, in occasione del famigerato V-Day, leggendo le varie puttanate dei nostri merdosi politici disse: "Signori e signore, benvenuti nella Repubblica delle Banane".
Questo post fa capire (chissà ce n'era bisogno, eh...) qual è l'atteggiamento della politica nei confronti del cittadino e che il nostro governo di "Sinistra" è sulla via del regime dittatoriale!!! Per la serie "lo diciamo noi cosa va detto e come va detto". Che schifo! non vedo l'ora di prendermi sta cazzo di laurea e andarmene da questo paese ignobile... Politici di merda, dovete morire tutti!!!! Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”. Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili. Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico. Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it Fonte: Beppe Grillo.IT (Don Pedro) - Allora dato che evidentemente la storia ha i suoi cicli creiamo i "Partigiani del Web"? Giusto per contestualizzare il tutto... Coraggio che poi saremo ricordati come combattenti per la libertà! Adesso aspetto che i carabinieri vengano a bussare alla mia porta... W CYBER-ZAPATA!!!!! Don Pedro 10月13日 Conigli cannibaliAvrei preferito di gran lunga restare a casa, invece mi ritrovavo fuori davanti al portone di casa ad aspettare che mi venissero a prendere. Aveva piovigginato leggermente e la strada era madida, quasi tirata a lucido. Le luci dei lampioni si riflettevano sull’asfalto come se fossero degli occhi inquisitori. Non mi piaceva, non mi piaceva affatto. Erano già 15 minuti che aspettavo sotto casa e ancora nessuno si faceva vivo. Per ingannare l’attesa mi misi a calciare un volantino accartocciato. Ogni calcio che tiravo veniva accompagnato da una leggera eco e il silenzio che seguiva era inquietante. Ma era la cosa giusta? Davvero lo stavamo per fare? Sarebbe andato tutto secondo i piani?Calciai la palla di carta contro il portone. Avevo paura. Una gran fottuta paura. Dall’angolo della strada una sagoma a me nota uscì fuori e si diresse verso me. Era Alessandro. -“Ciao Ale”. -“Com’è, Lù, a posto?”. Non risposi e continuai a giocare. Stette fermo immobile a guardarmi, poi decise di rompere il silenzio. “Passa, dai” disse con tono quasi pietoso. Lo guardai un attimo. Aveva proprio una faccia da fesso quando cercava di dissimulare il suo stato d’animo. Cominciammo a passarci la palla di carta a turno, e tra un tiro e l’altro continuavo a guardarlo, per cercare in lui un qualche dubbio o incertezza, oppure se fosse realmente pronto e convinto. Ale guardava sempre in basso, concentrato sulla palla, e neanche si azzardava ad incrociare i miei occhi. Capii che se io ero inquieto, lui era terrorizzato. Con la mente Alessandro stava in un altro pianeta. Un posto lontano e sicuro. Io ero rimasto sulla terra e mi bastava solo entrare in casa e rinchiudermi in camera, ma non avrei mai potuto farlo. Non questa sera. -“Ancora devono arrivare?”. -“Già, dovevano essere qui 15 minuti fa”. –“Tsè! Alle solite”. –“Basta, mi sono scocciato”. Dicendo questo colpii la palla più forte, facendola andare dall’altra parte della strada. Lui si voltò a guardarla, ma non andò a riprenderla. Mise le mani in tasca e si avvicinò a me. Io mi appoggiai a muro e sbuffai. –“Ma chi siamo alla fine?”. –“Boh, non lo so. Io, tu, Teschio, Martino e poi forse anche Stefano. –“Mmm…come ti senti?”. -“Mah…non so”. Proprio in quel momento arrivarono Martino e Stefano in macchina. Martino appena ci vide fece un sorriso compiaciuto. Io e Ale salimmo subito in macchina come dei latitanti in fuga. In fretta e cercando di fare il meno rumore possibile. Non vedevo l’ora che tutto finisse al più presto. Lo stereo pompava Dillinger Escape Plan a manetta. Martino accese la luce e dallo specchietto i suoi occhi viperini ci guardavano soddisfatti. –“Allora alla fine siete stati di parola. Non me l’aspettavo. Soprattutto per Alessandro…bene!”. Alessandro accennò un sorriso stizzito-“Vai, và, cammina e non rompere il cazzo”. Martino ingranò la prima e andammo via.-“Passiamo da Teschio e poi andiamo a prepararci, ok?” disse Stefano. Stefano era il fratello più piccolo di Martino; erano fisicamente e caratterialmente uno l’opposto dell’altro. Martino era scuro, i capelli corti sempre in gelatinati e uno sguardo furbo perennemente stampato. Era un tipo che sapeva valutare le situazioni. Agiva sempre valutando cosa gli conveniva e ciò che ne ricavava. Stefano era più bassino, capelli ricci rossi e qualche lentiggine su un corpo molto esile. Cercava da sempre di emulare lo stile del fratello maggiore, sia nei comportamenti che nelle espressioni; atteggiamento che tradiva in maniera evidente la sua natura fifona e succube. Arrivammo sotto casa di Teschio e gli feci uno squillo al telefonino. Lo chiamavamo tutti così perché era rasato e magro da far paura. Aveva degli zigomi pronunciatissimi che con la pelata evidenziavano la forma delle ossa sotto il sottile strato di pelle. Il soprannome Teschio era ormai di pubblico dominio. Probabilmente solo i suoi genitori continuavano a chiamarlo Bruno. Teschio scese quasi subito da casa e si avvicinò con passo incerto verso la macchina. Stefano abbassò il finestrino e gli disse di salire. Lui Balbettò qualcosa. Martino abbassò il volume della radio. -“Cosa?”. -“Non vengo, ragà…”. Alessandro con volto allibito si avvicinò al finestrino salendomi quasi addosso. –”Ma come non vieni? Fino a sto pomeriggio eravamo d’accordo...”. Teschio rimase impassibile e assunse un’espressione più decisa mettendo in evidenza la mascella. -“No! Non me la sento proprio…ci ho ripensato…voi fate quello che volete, io non vengo”. –“Sei un coglione!” proruppe impietoso Martino. -” Che significa non vengo? ma sei proprio una merda, allora! A parole siamo tutti bravi, ma poi nei fatti ci tiriamo indietro e lasciamo fare gli altri, vero? Se sta situazione si risolve non sarà certo grazie a te!”. Teschio, ferito nell’orgoglio, farfugliò qualcosa come “non mi sento bene”. Fu patetico e triste. Alessandro lo interruppe: -” Senti, ma a sto punto se non siamo tutti non è meglio rimandare? Così magari ci organizziamo meglio”. Martino si voltò fulmineo verso Alessandro -”Alessà, non dire stronzate pure tu, adesso!”. -“Si, pure tu adesso?”, seguì a ruota Stefano. Io mi sentivo alieno in quella situazione, era una sorta di difesa dal panico attivata dalla mente. Mi ero allontanato anch’io da questo pianeta, ma per quanto lontano potessi essere non potevo fare a meno di sentire l’inquietudine che maliziosamente s’insinuava nel mio animo. Sentivo senza ascoltare, finché Martino non mandò Teschio sonoramente affanculo. Mentre stavamo andando via guardai Teschio stare fermo immobile mentre cercava qualcosa da dire; qualcosa che avrebbe potuto quantomeno salvare un briciolo di dignità, che avrebbe potuto farlo sembrare meno meschino e vigliacco. Non disse nulla. Lo fissai e quando ricambiò lo sguardo fece un cenno come dire “che cazzo guardi?”. Era terribilmente triste vederlo lì nella sua immobilità ad osservare gli eventi girargli intorno, aspettando che gli fossero favorevoli. Talvolta l’attesa può durare in eterno. -“Che pezzo di merda, però”. Sentenziò Stefano. Martino diede un pugno sul volante e bestemmiò. Pensai che in effetti non sarebbe stato molto significativa la sua presenza. Non era proprio quello che si direbbe un fusto, anche se essendo tutto ossa i suoi pugni dovevano fare parecchio male. Stefano alzò il volume della radio e Alessandro disse: -” Oh, ma che dobbiamo fare? A sto punto io direi di…”. -“A sto punto cosa?” ribatté Stefano. -“Oramai ci siamo…”. -“Si, manca poco”. Passammo per la villa comunale. Non so perché, ma pensai a quando imparai ad andare in bicicletta. Fu proprio li. Per paura di cadere pedalai con tutta la mia forza, sfrecciando all’impazzata tra le aiuole. Sarei voluto tornare a casa in bicicletta in quello stesso momento. -“Luca, tu che dici?” si rivolse verso me Alessandro. Dissi con un filo di voce poco convinto: -“Oramai…ne parliamo anche da troppo tempo”. Martino mi lanciò un’occhiata scrutatrice attraverso lo specchietto retrovisore. I suoi occhi sottili ringhiavano. Alessandro cercò sostegno nel mio sguardo. Io con la coda dell’occhio lo notai e feci finta di niente. Non lo guardai di proposito. Sapevamo entrambi di essere d’accordo, ma non volevo fare come Teschio. Se solo ci fossimo guardati ci saremmo capiti al volo e lui mi avrebbe convinto a desistere. Arrivammo in una zona buia, poco illuminata e abbastanza appartata, dove solitamente andavamo a fumarci le canne o, quando c’erano le donne, a scopare. -“Allora qui?”. -“Si, va bene” -“è tutto nel portabagagli” -“Andiamo!”. Scendemmo all’unisono e Martino aprì soddisfatto il portabagagli come se ci fosse un tesoro. Risolutamente tirò fuori e dei sacchetti di plastica e ce ne diede uno ciascuno. Di corsa e senza dire nulla ci infilammo di nuovo in macchina e andammo verso il centro. Le strade erano deserte. Le luci gettavano un sudario giallo smorto sulla strada, sui palazzi, sui cassonetti colmi d’immondizia. Aprii il finestrino per lasciare che l’aria fresca della notte, ancora pregna di pioggia, mi accarezzasse sottraendomi al torpore. Passammo dalla scuola elementare del paese. Mi venne in mente quando una volta, durante il periodo di carnevale, io e Martino buttammo dei petardi nell’atrio. Ci sorpresero e chiamarono i nostri genitori. Quella stronza della bidella non aveva mai mosso il culo dalla sedia per tutta la vita; solo quella volta la vidi in posizione eretta, mentre sbraitava contro di noi. I miei mi misero in punizione proibendomi di uscire per due settimane. Potevano proibirmi di uscire questa sera, cazzo. Martino parcheggiò l’auto nella strada che dava sulla piazza. La parcheggiò quasi alla fine, in modo tale che avevamo la visuale della piazza intera senza dare eccessivamente nell’occhio. Il bar “Cacciatore” era già chiuso, ma un gruppo di persone stava ancora li davanti. -“È lì?”dissi controllando l’interno del sacchetto che avevo sulle gambe. -“Si, con la maglietta bianca e rossa” disse Stefano spegnendo l’autoradio. Martino buttò la sigaretta dal finestrino e lo chiuse. -“Che ore sono?” -“Le 12 meno 20”. -“Ancora ce ne vuole.” -“Bah, dipende…può essere che tra poco va via. Aspettiamo”. Silenzio. La tensione cominciava a salire. Ripassammo le varie fasi del piano. Dovevo lasciare il rifugio rassicurante dei ricordi e concentrarmi sul presente, qui e adesso. Sapevamo cosa fare. “L’importante è essere concentrati e decisi”. Questa frase risuonò nell’abitacolo più volte finché Stefano proruppe: -“Ecco, sta andando”. Subito uscimmo dai rispettivi sacchetti le mazze e i passamontagna. Martino accese la macchina e tirò dritto. Non passò di fronte al bar, ma prese la strada che svoltava prima. Al primo incrocio lo scooter grigio di Franco “il Messicano” ci passò davanti. Svoltammo e lo inseguimmo mantenendoci ad una certa distanza. Usciti dal centro arrivammo in una contrada con scarsa illuminazione. Ai 2 lati della strada c’erano campi coltivati e qualche casa sparsa qua e là. -“ORA!”. Indossammo i passamontagna e imbracciamo le mazze. Martino accelerò repentinamente. All’accelerazione della macchina corrispose una scarica di adrenalina. Strinsi le mani sul manico della mazza. Gli fummo addosso. Lo scooter si spostò a destra per agevolarci il sorpasso. Quella fu la firma. Martino sterzò violentemente e gli tagliò la strada di netto. “Il Messicano” urlò qualcosa prima di scaraventarsi fuori dalla carreggiata. Alessandro e Stefano uscirono dal loro lato e cominciarono subito a bastonarlo violentemente per non dargli tempo di rendersi conto di cosa stava succedendo e di reagire. Tanta prontezza da parte di Alessandro non me la sarei aspettata. Forse ricordò di quando senza alcuna ragione il Messicano lo insultò e lo pestò violentemente di fronte a tutti. Martino s’infilò il passamontagna e uscì per unirsi alla mattanza. Io appena uscii fuori l’auto ebbi un lieve colpo di vertigine. Sentivo il rumore delle mazze e le urla soffocate sul nascere del Messicano. Mi avvicinai e subito vidi gli occhi iniettati di sangue di Martino intimarmi di fare la mia parte del lavoro. Sollevai la mazza in aria e sferrai il mio primo colpo. Per la paura le mie braccia si erano fatte di gelatina e il rinculo mi attraversò l’avambraccio come una scossa elettrica. Il suono muto della mazza sulla sua schiena mi ricordò quello di un battipanni su un piumone. Quasi mollai la presa e per poco non persi anche l’equilibrio. La tensione e la foga erano fortissimi. Le 3 sagome nere si scagliavano furiose e incessanti sul corpo raccolto in posizione fetale, nella vana ricerca di ripararsi dai colpi, ai quali non poteva far altro che soccombere. Qualcuno gli colpì il fianco. Il Messicano aprì una breccia nel suo corpoguscio portando le mani al fianco, lasciando così il volto scoperto. Riuscì ad intravedere la sua espressione deformata in una smorfia di atroce sofferenza. Alzai la mazza, presi la mira e l’affondai sul volto con tutta l’energia possibile. Stavolta il rinculo si fermò ai polsi e sentii l’osso del volto rompersi sotto quel colpo. Continuai a picchiare insieme agli altri. Era palpabile la gioia della rivalsa che ci pervadeva; un furore estatico muoveva le giuste fila delle nostre armi bianche; ci sentivamo forti e uniti. La mano armata della giustizia che ristabilisce l’ordine. Li osservai uno ad uno, i miei compagni, fiero di essere lì con loro. Il corpo non si muoveva più, ma ancora respirava. Mi ci avvicinai a quel corpo oramai inerme e ridotto all’impotenza e lo girai verso di me. La mascella era leggermente storta e il labbro inferiore tremava ancora per lo shock. Mi avvicinai per guardare i suoi occhi più da vicino. Erano semichiusi ma mi stavano guardando. Faceva dei respiri brevi e veloci, come un coniglio quando viene catturato. Il viso era gonfio e insanguinato. Aveva una grossa macchia viola sul lato destro e svariate ecchimosi. Cercava di capire chi ci fosse dietro quel passamontagna. Provò a dire qualcosa senza riuscirci. Un rivolo di sangue fluì dalle labbra. Cercava di capire chi mai potessi essere io e chi gli altri suoi aguzzini. Sicuramente non avrebbe mai immaginato che potessimo essere noi, degli esseri insignificanti, dei “figli di papà” secondo la sua ottica. Sicuramente pensava a qualcuno del suo giro di delinquenti, rapinatori, teppisti, ma di sicuro non avrebbe mai potuto pensare a noi. -“Forza, andiamo” Disse Alessandro dirigendosi verso la macchina. Mi voltai come per seguirlo, ma ci venne incontro Martino col volto scoperto. Io e Ale ci fermammo interdetti. Lui ci passò attraverso e si fermò vicino al corpo tumefatto del Messicano. Io e Ale ci guardammo increduli. -“Ma che cazzo fa?” -“Mah…”. Martino uscì una pistola dal giubbotto e gli sparò 3 o 4 colpi a bruciapelo. Nel silenzio gli spari risuonarono come tuoni. -“AAhh…” urlò Ale. Per lo spavento cadde all’indietro e atterrò sulla schiena. Io rimasi immobile e sgomento, inchiodato al terreno per lo shock. Ad ogni colpo di pistola il corpo del Messicano ebbe dei sussulti e poi si fermò del tutto. No, non poteva essere successo, no…ero inorridito. -“Oh merda…”. Stefano era in macchina; forse sapeva già cosa avrebbe fatto suo fratello e non lo voleva vedere. Per quanto cercasse di fare il duro, aveva sempre 17 anni. -“Ma che cazzo hai fatto?”. Martino rimise la pistola nel giubbotto e si diresse di corsa verso la macchina. -“Andiamo, sbrigatevi”. Io mi destai come da una trance, aiutai Ale ad alzarsi e corremmo verso la macchina. Partimmo di corsa. -“Ma da dove l’hai presa quella pistola, merda!” urlò Ale contro Martino. -“Mio padre…non è dichiarata”. “Ma cazzo, lo dovevamo pestare, non AMMAZZARE! Porca troia!” Martino non rispose e continuò a guidare. -“Ora ci serve pure trovare un alibi”. -“Troveremo qualcosa, tipo che siamo andati a casa mia a giocare a carte…basta mettersi d’accordo…ma come possono arrivare a noi? Noi siamo figli di professionisti, gente perbene, penseranno ad un regolamento di conti…cercheranno nel suo ambiente”. -“Cristo…” -“E la macchina?” “Questa non la usiamo mai….l’ho presa stasera apposta e poi tra qualche giorno la dobbiamo mandare allo sfascio”. La lucida follia di Martino era agghiacciante, ma non potevo fare a meno di apprezzarla e anche un po’ condividerla….del resto non c’era altro da fare oramai, c’eravamo tutti dentro. Alessandro e Stefano si erano persi nel loro mutismo. -“Mi raccomando, lava i vestiti…o ancora meglio, bruciali” -“si, si, okay” Prima di uscire dall’auto mi voltai verso Alessandro. Non mi guardò neanche. Non salutai nessuno ed entrai immediatamente a casa. Ovviamente quella notte non dormii. 9月30日 McGuffin Society??? a voi....Ehilà ragazzuoli, Il vostro affezionatissimo in un momento di intensa "Public Relations" vi invita a visitare la pagina della McGuffin Society su MYSPACE. Il link è: www.myspace.com/mcguffinsociety Troverete le nostre brutte facce, le nostre orribili canzoni e il nostro pessimo video!!! ma forse qualcuno potrà trovare qualcosa d'interessante e magari potrà anche apprezzare i nostri sforzi....o forse no....forse si....ma noi speriamo...in fondo siamo brave persone....Non vi piace il Crossover? avanti, provateci....per favore!!!! Dopo questa terrificante propaganda Don Pedro vi ricorda che se volete lasciare un commento o mettervi n contatto con noi, dovete avere l'account su myspace, altrimenti questo blog rimane sempre a vostra disposizione. Sapete bene che questa è zona franca. Con affetto. Don Pedro 9月25日 Quei Scossoni che non fanno mai male...Sapevo che avrei scritto questo post prima o poi...
Oggi una persona a me molto vicina mi ha fatto capire che i fantasmi uno non se li deve creare. Mi spiace avere ferito la sensibilità di persone contro le quali non ho assolutamente nulla e che in fondo non volevo neanche colpire. Ero convinto di avere subito un torto...di essere stato preso per il culo...diciamo che è c'è stato un evento increscioso in un momento di sconforto del sottoscritto. Una serie di situazioni mi ha fatto dubitare di cose per me sacrosante e non sono stato abbastanza razionale da gestire il mio impeto. Già avevo (e ho) i cazzi miei e il discorso del V-day l'ho visto sotto una luce odiosa. Ho detto, anzi scritto, affermazioni molto pesanti in un momento di pura rabbia. Con la persona in questione cmnq ho chiarito quello che c'era da chiarire e intimamente avevo già rivisto le mie posizioni, ma non avevo fatto pubblica ammenda....mi toccava! Non cancellerò il post incriminato...lo terrò per ricordare un pò di cose....
Del resto un amico è proprio quello che quando dici/fai delle cazzate ti afferra le spalle (anche virtualmente) e strattonandoti ti dice: "Oh, ma che cazzo ti prende???".
Grazie Tò!
Sono molto patetico/sentimentale oggi, vero? ma Don Pedro è anche questo...
See Ya on the Spiral
Don Pedro
9月17日 Don Pedro è morto! Evviva Don Pedro...clap clap clap...Certo che come cattivo gusto a noi italiani non ci batte nessuno,vero? 9月9日 A nome della McGuffin Society...Ieri c'è stato il V-Day!
Grande iniziativa! ce ne vorrebbe una a settimana per risvegliarci un pò....
A parte l'impegno civile non ho potuto fare a meno di notare l'immensa ferita che è stata inferta alla mia persona. Una gran delusione, una bruciante amarezza...mai mi era successo di essere snobbato così! ma non solo snobbato, PRESO PER IL CULO è l'espressione più adatta!!! Non racconterò i fatti per filo e per segno, poichè mi sembra una mancanza di stile; e siccome qua a quanto pare sono l'unico che ne ha ancora un pò, dirò soltanto che qualcuno si è arrogato il diritto di decidere cos'è che và e cos'è che non deve andare!!! chi deve suonare perchè si sente rappresentante della comunità giovanile, e chi invece va gambizzato e isolato perchè con la loro idea non c'entra nulla...questo qualcuno per me può andare ad infilarsi il suo fottuto strumento nel culo, così se butta un pirito almeno farà un suono più gradevole. Non faccio musica per far ballare la gente. Io faccio musica per comunicare qualcosa di intimo, invito gli spettatori a pogare e sfogarsi oppure a fermarsi, chiudere gli occhi e andarsene in trip sonoro. Di chi cavalca l'ondata di alternativismo borghese me ne sbatto il cazzo! Per quanto mi riguarda farò quello che ho sempre fatto, ovvero fare la MIA musica (perchè costui non sa neanche comporre, ma solo riprodurre roba altrui, tra l'altro)a prescindere dalla moda corrente! Non sarò popolare, ma almeno sarò sincero e genuino.
Anche se non è più l'8 Settembre te lo dico con tutto il cuore: VAFFANCULO!!!! 9月1日 Le Mistificazioni della LinguaNon è interessante come la lingua si muova in base al mutare dei costumi? Ad esempio una volta si diceva "chiedere l'elemosina" o "questuare", adesso si dice "SCOL-LET-TA-RE" (detto lentamente e rimacando le sillabe), non si dice più "drogarsi", ma "SBAL-LAR-SI". Per la verità "scolletare" si usa quando si ci riferisce ai giovani che si fanno la vacanza o che trovandosi con pochi spiccioli integrano le loro finanze rompendo il cazzo al prossimo. Cmnq si tratta sempre di borghesi e/o gente benestante. Quando si ci riferisce a zingari o rom che stanno all'uscita dei supermercati, si usa ancora "chiedere l'elemosina" o il più politicamente corretto e sintetico "chiedere soldi". Quindi siamo pure razzisti nella lingua!!! Per quanto riguarda la droga, non so voi, ma il drogato nel mio immaginario infantile era il rifiuto della società, il pericoloso, colui che incarnava quanto di più degradante e malsano possa esistere nel genere umano. Oggi mi sembra tutt'altro....chi si droga è figo! è "l'alternativo"(non mi soffermerò su questo termine perchè altrimenti non la finisco più)! oggi fare uso di sostanze psicotropiche illegali (mi è sempre piaciuto sto termine....da "American Beauty") costituisce la norma. Chi viene screditato e risulta anormale è il non-drogato. Allora la lingua, o meglio l'ipocrita uso che ne facciamo, interviene in questo cambiamento di prospettiva e il termine da usare, più eufemistico e meno colpevolizzante, è "sballarsi"! l'assonanza con "ballare" lo rende più carino, non trovate? viene in mente qualcosa di colorato e spensierato, di genuino e simpatico (vi ricordo che stiamo parlando di droga....). Possiamo cambiare mille forme a qualcosa, ma la sostanza rimarrà sempre tale e quale.
Se qualcuno di voi ha qualcosa da aggiungere o recriminare è il benvenuto.
Don Pedro
7月10日 Dove portano i Topi...Quella casa era veramente fatiscente. Sicuramente la peggiore tra tutte quelle in cui ho abitato nel mio quinquennale soggiorno a Palermo. Mai stato 2 anni consecutivi nella stessa casa. Un po’ per i soggetti che mi capitavano come coinquilini, un po’ per ragioni di natura economica. Di solito il mio errare mi portava in situazioni migliori delle precedenti, ma con quella casa devo ammettere che presi una cantonata micidiale! L'appartamento era all'ultimo piano e senza ascensore; (nulla di nuovo…gli studenti universitari di Palermo sanno benissimo che è la prassi!) da un lato il balcone si affacciava su uno squallidissimo palazzo abbandonato che cadeva a pezzi. La strada era strettissima e quasi lo si poteva toccare quel rudere pericolante. Ero convinto che un giorno o l'altro mi sarei trovato un pezzo di muro sul balcone. Dalla parte opposta le finestre della cucina e del soggiorno davano su un tetto cementato, regno di un gatto sociofobico condannato dai suoi coscienziosi padroni all'isolamento più totale. Gli era consentito l'ingresso in casa soltanto nei giorni di pioggia torrenziale (e non sempre). Tutto il giorno perciò era un continuo ed estenuante miagolio. Roba da esaurimento nervoso oltre che da denuncia alla protezione animali. La stanza dove stavo aveva le pareti rosa shocking e i mobili e le mattonelle del pavimento bianchi. Sembrava di stare dentro una gigantesca torta di gelato alla fragola. C'era qualcosa di perverso che non saprei spiegarvi. Tuttavia ero stato fortunato, era la stanza migliore. Le altre due erano di passaggio. Io invece ero assolutamente indipendente da tutti. Ma soprattutto era pulita! La mia stanza era considerata l'oasi di quella casa. Ovviamente con una stanza rosa e un'igiene costante le battute sul mio orientamento sessuale si sprecavano, ma me ne fottevo; almeno stavo al pulito e non respiravo germi e merda come gli altri. Tutto ha un prezzo. Ma la cosa più terribile, più disgustosa e che ricordo con più orrore era il bagno! La vasca di quel fottuto bagno non aveva il sifone nello scarico, quindi era una sorta di collegamento 24 ore su 24 con le salubri e tonificanti fogne di Palermo. Per quanto c'impegnassimo a pulire, per quanto spruzzassimo litri di deodorante o prodotti vari, il fetore non ne voleva sapere di andare via. I primi tempi ci provammo seriamente, ci mettemmo davvero tutto l'impegno possibile, ma dopo un paio di mesi capimmo che i soldi stanziati per i prodotti di pulizia erano soldi buttati. Così abbandonammo ogni buona intenzione e ci tenemmo rassegnati la puzza di cadaveri putrefatti nell'aria. Dopo un po’ di tempo ci abituammo a tutto ciò, come per sottolineare l'abbrutimento che prendeva piede nei nostri costumi. La zona era così malsana e le strutture del palazzo erano così fradice che i topi non tardarono a fare capolino, cercando di colonizzare nuovi territori. La cosa sembrò passeggera e persino normale data il posto in cui stavamo. Inizialmente non ce ne curammo molto. Veniva detto in maniera molto casuale "Sai, oggi ho visto un topo nel soggiorno" "Ah si? qui ci sono le date dell'esame di Storia del Teatro". Questo era il livello d'interesse che suscitava l'argomento. Parlare dei topi in casa era come parlare delle offerte del supermercato. Le cose cambiarono drasticamente quando contammo 6 topi nel giro di 4 giorni. Prendemmo realmente consapevolezza del problema e per fronteggiare l'invasione dei topi oltre a disseminare trappole per la casa, istituimmo il prestigioso "Trofeo Mickey Mouse"! Ovvero una brutale, sadica ed efferata caccia al topo in cui tutto era lecito. Non c'era nessuna regola. Qualsiasi arma era consentita: dalla suola delle scarpe alla mattonella che si staccava dal pavimento; dalla scopa al manuale di Sociologia. Quando veniva avvistata la preda veniva lanciato il fatidico urlo: "IL TOPOOOOO……", e la caccia iniziava! Senza batter ciglio tutti smettevamo immediatamente di fare quello che stavamo facendo e brandendo qualsiasi oggetto a portata di mano ci gettavamo nella mischia.. La casa diventava teatro di furiose azioni di commando anti-topo. Spesso però gli assalti non andavano a buon fine. L'impeto era tale che ci ritrovavamo divani sottosopra, scaffali a terra, bicchieri in frantumi, sedie spaccate. Ma distruggere la casa non ci preoccupava; la cosa più importante di tutte era che il topo non riuscisse a fuggire indenne. Quando questo accadeva, l'umore generale crollava a picco per il resto della giornata e tutti bestemmiavamo e davamo calci a muro per una mezz'oretta buona. Prendevamo la cosa molto seriamente. Per dare una veste ufficiale alla cosa attaccammo in bella mostra sulla credenza della cucina un tabellone con i punteggi. A questo celebre inno alla violenza partecipammo tutti appassionatamente, persino i due cani che abitavano con noi. Non ricordo chi vinse quell'edizione, forse proprio uno dei cani. La cosa andò avanti finchè non venne il muratore a passare lo stucco nei muri. Così il Torneo fu definitivamente chiuso. Adesso qualcuno si chiederà come mai mi ero accollato una situazione del genere. Beh, oltre al fatto che volevo staccare ancora una volta da Marsala, una buona parte la giocò il fatto che quella casa l'avrei condivisa con 2 ragazze. Nella mente di tutti noi maschietti ciò significa avere in casa un continuo via vai di esponenti del gentil sesso, tutte dolci, carine e disponibili a qualsiasi depravazione sessuale. Purtroppo questa è un'idea molto sbagliata. Bellissima sicuramente, ma molto molto sbagliata. Ogni qualvolta dicevo "Sto a casa con 2 ragazze", tutti mi guardavano con occhi increduli e colmi d'invidia. Ma la convivenza con delle ragazze nasconde dei lati oscuri. Specialmente quando poi scopri le tue coinquiline essere delle omofobiche misogene arrabbiate con il mondo… Tutte le mie speranze di allargare la cerchia di amicizie femminili crollarono inesorabilmente. Quell'anno da quel punto di vista fu veramente triste. La mia opinione sulle donne subì forti scossoni. Greta era una fancazzista con velleità circensi, mentre Lilia era un'apatica maniaca depressiva che aveva sempre problemi con il suo ragazzo. Fu veramente dura. Credetemi. Quest'esperienza ridusse notevolmente il mio livello di tolleranza su parecchie cose. Oltre tutto come dimensioni la casa era davvero piccola e quindi starci con 2 semi-punkabbestia e i loro cani, creava un po’ di difficoltà tecniche. Ma alla fine con i cani mi trovavo bene. Al culmine di questo quadro Munchiano non poteva non esserci la padrona di casa, ovvero una quarantenne frikkettona ex-tossica (forse neanche tanto ex…) e convivente con un noto spacciatore di eroina, divorziata e con un figlio adolescente rimbecillito. Non credo di aver mai incontrato una persona così sgradevole. Come tutti i frikkettoni (o presunti tali) costei aveva un botto di soldi ed era tirchia da fare paura. Dickens avrebbe riscritto Canto di Natale con lei al posto di Scrooge. Ciò che la rendeva veramente insopportabile era quell'atteggiamento d'ipocrita spiritualità tipica dei cosiddetti figli dei fiori. Magda la falsona, Magda la rognosa, la stronza bionda con la faccia da scimmia. Ecco a chi ha pensato Darwin per formulare la sua teoria evoluzionista. Per dare un tocco informale e giovanilistico al rapporto padrone di casa-affittuario solitamente ci vedevamo alla Taverna Azzurra della Vucciria, tra ubriaconi, diseredati, universitari e punkabbestia. Lì tra un bicchiere e l'altro si cercava di mantenere la conversazione su livelli falsamente civili. Sta stronza mai che abbia offerto qualcosa! Se ne usciva con i suoi fottuti prosecchini che sorseggiava con eleganza costruita mentre noi ci spartivamo una misera Forst in tre, bevendola come disidratati. La gente che stava con lei era quanto di più laido e sordido si possa incontrare nel genere umano. Individui dall'aspetto malconcio e dall'evidente passato da tossicodipendente. Caratteristica di questi soggetti erano assumere l'atteggiamento da uomo vissuto e avere la convinzione di sapere tutto su qualsiasi argomento. Chissà poi per quale motivo avevano la particolare predisposizione a prendere argomenti che neanche loro conoscevano. La conseguenza era ovviamente che sparavano cazzate madornali spacciandole per verità inconfutabili. Codesti individui enunciavano boiate pazzesche in pieno stile Tyler Durden per farsi fighi con Lilia e Greta, le quali calavano sempre la testa ai loro discorsi. (Mai contraddire un disagiato in piena espressione di sé…rischi di non scollartelo più di dosso finchè non ammetti che ha ragione). Dopo quando tornavamo a casa le ragazze dicevano puntualmente "Ma che discorsi di minchia quello là", "Oh, ma quello è troppo fuso" e così via... Quando si trattava di mollare l'affitto Magda veniva a casa nostra. Almeno di buono c'era che non veniva mai a sorpresa, ma aveva la delicatezza di farcelo sapere in anticipo. Così quando veniva lei o il figlio io cercavo sempre di defilarmi e di rifugiarmi nella mia stanza. Spesso si mettevano tutti quanti a cianciare per ore con odiosi e pacchiani discorsi new-age e io dalla mia stanza mi sorbivo l'ennesima sfilza di fesserie alternativiste. Che poi perché chiamare tutte queste serie di credenze "New Age"? se queste tecniche di meditazione e altro derivano da tradizioni antichissime, perché "New" e non "Old"? Forse l'aggettivo "new" solletica più efficacemente l'istinto del consumatore. "Old" non avrebbe lo stesso impatto nell'immaginario collettivo! Io detestavo Magda e lei mi mal sopportava. Ci eravamo intesi subito su questo sin dal primo incontro. Potenza della comunicazione non-verbale. L'addetta al dialogo era Lilia, mentre io e Greta intervenivamo solo se necessario. Una volta, proprio per porre fine all'invasione dei topi, io e Lilia andammo a casa sua, che era in una viuzza dellaVucciria. Era un pomeriggio di primavera. Una bella giornata soleggiata ed una temperatura mite. Passammo per il mercato, tra l'acqua gettata dai pescivendoli che aveva formato una serie di rigagnoli schiumosi e dall'odore folkloristico. Lilia continuava a parlarmi dei problemi che aveva con il suo ragazzo. Non faceva altro che dirmi sempre le stesse cose sin da quando abitavamo assieme. Io avevo staccato i ricettori e avevo smesso di prestarle attenzione. Ogni tanto intercalavo il suo monologo con un "si…" o un "ma che dici?vero?" o un "assurdo…", a seconda dei casi. Arrivammo di fronte l'entrata della casa di Magda. L'ingresso era piccolissimo e la porta spalancata. Pensai che lasciare la porta aperta alla Vucciria indicasse una certa "posizione privilegiata" dell'abitante. Chissà se poi è davvero così. L'ingresso dava su un lungo e stretto corridoio, impossibile da percorrere uno accanto all'altro; necessariamente ci si doveva mettere in fila indiana. Il sole non poteva lambire quel luogo, tant'è che i muri erano scrostati ed umidi, l'intonaco era vecchio e cadente. Dappertutto penombra e odore di muffa. Alla fine del corridoio si trovava la pianta delle scale. I gradini erano quelli tipici delle vecchie case palermitane, alti fino alle ginocchia e deformati dagli anni. Salire quella scala comportava una fatica tremenda, e nonostante ciò Lilia non smetteva di opprimermi con le sue pene d'amore angoscianti. Arrivati sfiancati e con le gambe doloranti di fronte l'appartamento di Magda bussammo e aspettammo che qualcuno ci aprisse. Nel frattempo, a differenza di Lilia che continuava a blaterare a ruota libera come se avesse dei polmoni infiniti, io boccheggiavo e maledivo le sigarette. Ci aprì il figlio di Magda, Giulio. Il poveraccio era l'evidente frutto di una gravidanza portata avanti sotto eroina. Espressione assente, equilibrio precario e una notevole difficoltà nell'articolazione delle parole. Noi lo salutammo e chiedemmo della madre. Balbettò qualcosa come "Entrate, accomodatevi" e io ripetei la domanda: "La mamma è in casa?". "No, c'è Tony". Io e Lilia ci guardammo interdetti. Avevamo già avuto modo di conoscerlo. Sia Greta che Lilia a differenza di me avevano stretto un minimo di dialogo con la gang di Magda e in particolare con Tony, che si poteva considerare un po’ il braccio destro di Magda. Era sempre al suo seguito e non perdeva mai occasione di intromettersi nei discorsi. Era un tipo bassino e scuro, con gli occhietti furbi e i capelli diradati e lunghi, perennemente bagnati e tenuti indietro. Le dita delle sue mani erano ornate con tanti anelli che quasi le dita scomparivano in mezzo a quella ferraglia. Vestiva sempre con camice o giacchette ultra-aderentissime, che mettevano in bella mostra la sua pancetta incipiente. La sua effeminatezza era quasi stomachevole. La sua parlata melliflua e viscida avrebbe indisposto pure i teneri ed accomodanti coniglietti di Richard Scarry. "La mamma lo sa, ora è uscita, ha detto che se non arrivava, potete parlare con lui" proruppe Giulio gesticolando febbrilmente. "Poi lui glielo dice alla mamma e poi lei viene da voi. E poi ci sono io qua". E poi smettila di dire "e poi" per favore, pensai. Giulio si diresse velocemente oltre l'ingresso e noi subito dopo aver oltrepassato la porta, fummo abbagliati dall'immenso salone con tanto di tetto spiovente in legno appena restaurato. Non c'era un mobile ed era dipinto di fresco con un bianco luminoso che risaltava alla luce del sole. Lilia disse semplicemente "Minchia, che bello qui!". Io mi limitai ad un "Allucinante…". Solo quel salone era il doppio del nostro appartamento. Pensai che la successiva edizione del Trofeo Mickey Mouse l'avrei fatta volentieri lì. Giulio sentendo il commento di Lilia si voltò e disse: "Si, infatti la mamma qua vuole fare qualcosa, vuole fare teatro o una sala yoga…" e sorrise orgoglioso. Superato il salone entrammo in un'altra stanza, dove in un divanetto era seduto Tony. In una poltrona una sagoma che guardai solo di sfuggita. Io mi feci avanti per salutare Tony. Via il dente via il dolore. Mentre stavo per svolgere i miei doveri di persona educata, in una frazione di secondo tutti all'unisono urlarono qualcosa che non recepii. Lilia, Giulio, Tony e la voce dalla poltrona sparano vocali a raffica: "Eh…Ah…Ah…Oh". Fu tutto quello che percepii. Mi fermai immediatamente, ma non riuscii a capire cosa diavolo era successo. Tony, quasi schifiato, fa un cenno con la mano come per allontanarmi da sé. Giulio si avvicina da dietro e m'invita a spostarmi. "Le carte, mi stava insegnando le carte" e indicò il pavimento, più esattamente verso i miei piedi. Sul tappeto erano disposte in cerchio delle enormi carte dei tarocchi. Cerchio che io avevo impunemente smembrato camminandoci sopra, sparpagliando le carte in un cumulo informe e caotico. Lilia rise di brutto, Giulio la imitò. Non guardai la poltrona, ma immagino che se la stava ridendo anche quello che ci stava seduto sopra. Tony invece contenne a stento il suo risentimento. Mi guardò irritato e con tono da checca isterica sentenziò: "Eh, pure tu però quanto sei distratto, eh?" M'imbarazzai moltissimo. Mi sentii come se avessi insozzato qualcosa di sacro. Non sapevo che fare. Lilia mi disse ridendo. "Siediti, và, che è meglio!". Seguì il consiglio e come un cucciolo spaurito mi sedetti su una poltrona. In un primo momento non ci feci caso, ma voltandomi mi resi conto che il tipo seduto nella poltrona accanto mi fissava con un sorriso sornione scolpito sul volto. La sua smorfia era congelata in una paralisi grottesca. Le lenti-fondo di bottiglia dei suoi occhiali rendevano il suo sguardo ancora più inquietante. Le pupille erano come dardi verdi smeraldo e sangue diritti verso me. Era pelato come una palla da biliardo, e quando vide che mi accorsi di lui l'intero volto gli si fece paonazzo. Un rosso pericoloso, quasi da esplosione!. Feci un cenno di saluto e lui rimase impassibile con il suo ghigno scolpito. Per un attimo pensai fosse un manichino. Si presentò, non ricordo il suo nome, ricordo che aveva un pesante accento teutonico. Posò il giornale che stava leggendo e si mise a fissarmi come per iniziare una conversazione. Ebbi l'orrido presentimento d'avere fatto colpo. Mi voltai subito verso Lilia, che si sedette accanto a Tony e cominciò a fare la simpaticona, smorzando quel momento di lieve tensione che avevo creato. "Potete aspettare che finisco con Giulio?" chiese retoricamente Tony. Lilia tutta contenta disse "Si, si…anzi a me le carte piacciono". Io dal canto mio annuii poco convinto. Trovavo i tarocchi una cosa estremamente fallace, anche se dall'indubbio fascino. Il cerchio venne ricomposto e Giulio s'inginocchiò per terra. Tony assunse l'atteggiamento dello studioso saggio intento a svelare i segreti dell'universo al suo discepolo. Lo trovavo veramente pacchiano con il suo parlare dinoccolato e mellifluo. Giulio cominciò a girare la mano intorno al cerchio per scegliere la carta da girare. Girò la carta della morte. Il ragazzino rimase sconvolto. Ebbe paura sul serio, glielo si leggeva negli occhi, ma cercò di mantenere la calma per non sfigurare davanti a Lilia. "No, no, la morte è anche simbolo di cambiamento!" intervenne subito Tony. "Tu stai attraversando un momento particolare dove stai elaborando un cambiamento importante della tua vita. La morte è anche rinascita". Il ragazzino si tranquillizzò e continuò a girare le carte. Ne alzò una a caso e Tony trasalì. "Non dovrebbe essere li quella carta!!!". Giulio allontanò la mano di scatto come se si fosse scottato ai fornelli. Non ricordo quale fosse, forse la Torre. Lilia sorridendo e con tono tranquillizzante disse a Tony: "Ma magari sono state messe male quando le ha rimesse a posto". Tony disse: "Mmh! ", come a sottolineare il disappunto per la mia interferenza di poc'anzi. Io sorrisi imbarazzato e quasi sussurrando dissi: "Oh, mi dispiace…". Il tedesco sogghignante sbuffò in un riso soffocato; Tony mi guardò e cercando di essere gentile: "No, vabbè, non ti preoccupare". Poi guardando Giulio disse. "Ma forse per oggi è meglio smettere, vero? Io sono un po’ stanco". Giulio annuì e si alzò dal pavimento. Immediatamente Lilia cominciò a dirsi interessata ai tarocchi, e fece alcune domande a Tony. Questi, dando con la mano una sferzata ai suoi capelli, visibilmente soddisfatto per l'attenzione ricevuta, cominciò a ripetere sistematicamente quelle frasi da pseudo-saggio: "Io non sono nessuno, sono solo un tramite, le carte comandano". La vanità, come per ogni checca che si rispetti, era certamente il peccato che lo seduceva più di ogni altro. Lilia successivamente gli chiese se poteva avere fatte le carte. Nessuno di noi s'aspettava un no come risposta. Infatti Tony acconsentì immediatamente. Io cominciai seriamente a seccarmi. Chissà per quanto sarebbe andata avanti quella storia. Eravamo andati da Magda per parlare dei problemi della casa e non per avere una lezione d'astrologia. Onestamente del potere delle carte me ne fregava proprio un cazzo! Mi sembrava di sentire le risa compiaciute dei topi nella stanza accanto. Mantenni il self-control e li lasciai fare. La tattica era distoglierci dai nostri propositi. In un silenzio religioso, con tanto di candele giganti accese ai lati, Tony chiese a Lilia quale fosse il suo segno zodiacale e iniziò a farle le carte. Mano a mano che le carte venivano girate, Tony dava dei significati, e sistematicamente Lilia mi guardava incredula dicendomi: "Madòòò….assurdo". Io non potei fare a meno di notare che quelle risposte andavano bene per tutto e per tutti, risposte del tipo:" Qualcuno a cui tieni tanto ti sta dando pene; devi prendere una decisione su un problema che ti affligge; Stai vivendo un momento di crescita interiore, etc.". Lilia invece mostrava un interesse quasi morboso e pendeva dalle sue labbra come drogata. Alle occhiate incredule di Lilia la mia espressione rimaneva impassibile e Tony percepì sia il mio scetticismo che il mio disprezzo. Alla fine della lettura Lilia era come imbambolata. Non sapeva più cosa dire, non ricordava il perché della nostra venuta, era come anestetizzata. Lo sguardo palesava il suo cullarsi nelle frasi evanescenti che aveva interpretato a suo uso e consumo. Lilia era fuori uso. Capii che toccava a me prendere il discorso della casa. Spezzando quell'atmosfera annichilita richiamai l'attenzione di Tony e dissi: "Scusa, posso?". Lui, voltandosi lentamente, con voce sinuosa rispose: "Mmm, si…dimmi…". "Per quanto riguarda casa nostra…". Subito mise la mani avanti. "Ah, ma voi queste cose le dovete discutere con Magda.". "Si, lo so, ma dato che ci stai tu qua, parlo con te…sai, non è poi così divertente vivere in una casa con i topi". Appena pronunziai quella parola Lilia si ridestò dal suo assopimento. Topi, casa, affitto, Magda, Trofeo Mickey Mouse. Fu come schioccare le dita davanti ad una che era stata ipnotizzata. Dopo aver esposto le nostre lamentele e avuto l'ardire di avanzare una proposta di diminuzione dell'affitto, Tony ci assicurò che avrebbe riferito tutto a Magda e che si sarebbe fatta sentire con noi. Il tedesco stese tutto il tempo a fissarci in silenzio, come per decifrare tutte le parole che venivano dette e capirne il senso. Proprio mentre stavamo per andare Tony si voltò verso di me e mi chiese il mio segno zodiacale. "Ariete, perché?", risposi. "Ah, ecco…" ribattè con sufficienza e con un sorrisetto stizzoso. "Perché?". "No, di solito gli arieti sono vinciusi". "Vinciusi? Che vuol dire?". "Che vogliono avere sempre ragione, anche quando hanno torto marcio. Sono testardi…se s'impuntano è finita". "Ah…beh…" rimasi interdetto. "E poi sempre inconcludenti!", riprese Tony con acidità. "Dicono di fare questo e quello e poi non fanno mai niente, parlano sempre a vanvera". Questa non riuscì a tenermela! Mi venne una grandissima voglia di prenderlo a calci in bocca. Tutta la mia aggressività latente era pronta ad esplodere. Non solo mi ero sorbito tutte quelle troiate per un'ora e mezza, ma adesso sto mentecatto pretendeva di dirmi chi ero senza avermi mai parlato prima. Lo fissai dritto negli occhi e con tono deciso dissi: "Guarda, non c'hai azzeccato manco per niente". Silenzio gelido, sguardi attoniti da parte dei presenti, anche i topi smisero di squittire. "Passi l'inconcludenza, ma per il resto proprio non ci siamo". Mantenendo la sua calma artefatta disse: "Ah, vabbè, poi bisogna vedere l'ascendente. Quello è importante…qual è il tuo?". "Mai saputo, non mi sono mai interessato". Fece una smorfia di disappunto e si voltò verso Lilia per salutarla. Dopo si voltò verso di me e mi salutò con una stretta di mano sfuggevole (cosa che io odio!!!). Salutai con un cenno il tedesco e Giulio e mi diressi verso l'uscita. Lilia mi seguì e mentre scendevamo le scale non fece altro che lodare le doti da veggente di Tony. "Mah…veramente con me non ha funzionato. Sarà perchè mi odia". Lilia rise "Ahahahah, a te manco le carte ti capiscono". Già, sarà stato per questo…. 7月3日 ...A Volte RitornanoFanciulli belli, il Pigi è MORTO!!!
Sappiatelo!!!
ma siccome l'essere che si nascondeva sotto questo nomignolo di dubbio gusto, coniato dall'irriverenza giovanilistica nei cofronti del lessico, è vivo e vegeto....mò sò cazzi vuostri!!!
Adesso, dotato di nuovi poteri (un pc nuovo), di nuove storie (un sacco di cazzate nuove), e soprattutto di una nuova identità (l'ormai quasi-noto "Don Pedro"), il sottoscritto torna nella sua galassia d'origine (il blog di msn)... l'errare nella blogosfera mi ha portato in altri luoghi simili a questo (myspace e netlog), ma come dice quella troia rubascarpe ammazzastreghe dedita alle orgie con animali, pezzi di ferro e uomini di paglia di Dorothy alla fine de "Il mago di OZ": "Nessun posto è come casa mia"
alla prossima, bastardi! 7月21日 Una Questione di Contrasti...Quando si è bambini basta poco per far passare le mattinate d'estate (Oggi nella migliore delle ipotesi si dorme!). Quel giorno saltellavo i gradini della scala di casa mia avanti e indietro come il gioco della settimana in diagonale. Ad ogni salto ripetevo il numero corrispondente. Le scarpe da mare, quelle di plastica colorata con la fibbia di ferro, sbattute a terra sembravano un applauso cadenzato e solitario. Inoltre l'entrata era il posto più fresco della casa, al riparo dal sole avido e opprimente. Il motore dell'acqua in funzione era una sorta di tappeto sonoro per i numeri declamati dall'eco. La ritmicità dei suoni fu rotta da mio padre che mi chiamò. Salì di corsa e gli andai incontro. Mi chiese di andare al bar della piazza per giocargli la schedina, così presi sia schedina che soldi e li misi ben piegati in tasca correndo via, sentendo le canoniche raccomandazioni affievolirsi mano a mano che mi allontanavo. Apro il portone e il sole si accorge della mia presenza come un cacciatore in attesa della preda che esce dalla tana, e mi dà il suo benvenuto accogliendomi dentro il suo grembo torrido. Percorsi il breve tragitto tra casa mia e il bar chiudendo gli occhi di continuo, cercando di scacciare la luce insistente delle 11.30 AM che non lasciava via di scampo! Arrivai all'entrata di quell'angusto e fumoso bar. Dissi "Buongiorno" a quell'enorme pachiderma antropomorfo di mezza età dietro il bancone sperando in un cenno di risposta. Speranza vana! Me lo sarei dovuto aspettare…la legge non scritta del vero uomo non prevede di rispondere al saluto di un ragazzino di 9 anni. Mi diressi verso l'angolo della ricevitoria tra individui dall'aspetto sciatto e rugoso, intenti a bere caffè in tazzine consunte e con a lato il loro pacchetto sgualcito di MS mild nel bancone. Chi l'avrebbe mai detto che io sarei diventato un accanito fumatore (di tabacco rollato per giunta!) e un inveterato bevitore di caffè? Quando si è bambini si indossa un altro tipo di occhi. Il tipo anziano seduto nello sgabello con il sigaro spuntato stava immobile come se fosse li da anni. Probabilmente lo sgabello era un prolungamento del suo corpo che affondava le radici oltre il pavimento, fino alle fondamenta. Egli fissava un suadente nulla da dietro i suoi enormi occhiali spessi e il suo sorriso aveva visto giorni migliori! Gli passai davanti, ma le sue pupille non incontrarono le mie. Lasciammo che i nostri mondi si sfiorassero per poi proseguire ognuno per la sua strada. Mi affacciai al bancone della ricevitoria e chiesi alla donna dietro il vetro di giocarmi la schedina, allungandole anche i soldi…lei mi guardò con la sigaretta pendente da un lato, facendo uscire sbuffi di fumo non aspirato come il Brucaliffo di Alice…sembrava un messaggio in codice Morse. La sua pelle era cianotica anemico-nicotina e quando scrollò la cenere nel suo volto si accennò l'ombra di un sorriso, e qualcosa di materno balenò nella sua espressione. Prese la schedina e i soldi e cominciò a battere i tasti della sua macchinetta. E in quel preciso istante l'entrata del bar (unico punto luce del locale) si ottenebrò. Una sagoma imponente impedì al sole furioso di farsi largo attraverso la porta. Mi voltai d'istinto e sentì un enorme schiaccianoci stringermi il collo! Ebbi un istante di mancamento, il cuore in gola bloccava come un catenaccio le corde vocali oramai arrese. Feci una forte pressione con le dita sul bancone. Cominciai ad avere le vampate di calore e qualche goccia di sudore mi scivolò sulle tempie. Deglutì a stento. Era proprio lì, a pochi metri da me, e non avevo scampo! Nessuna via di fuga! Lei era lì! La mia personale incarnazione del Babau! LA PUPA! Nessuno al mondo riusciva ad inquietarmi più di lei. Sapevo che era pazza, sapevo che non era una persona normale, e il suo aspetto me la rendeva terribilmente paurosa! Avrei voluto che l'indiano a cavallo stampato sulla mia maglietta balzasse fuori portandomi via al galoppo, salvandomi così da quella trappola. La Pupa era un donnone enorme, grande sia in altezza che in larghezza. Non saprei definirne l'età…sia d'estate che d'inverno metteva sempre lo stesso vestito (che eufemismo!). Esso era costituito da delle calze nere a giarrettiera che a malapena riuscivano a contenere le sue gambe adipose. Una gonna nera pressocchè insignificante che lasciava trasparire le sue colossali natiche cadenti (e anche qualche centimetro di mutande). Il busto nero ricamato ricordava una ballerina di can-can strafatta di steroidi. Portava dei sottili guanti bianchi alle mani con i quali reggeva una minuscola borsetta nera. Il suo volto era coperto per metà da enormi occhiali anni 70 con lenti affumicate. Nell'evidente manto di cerone che ricopriva il suo viso, sbocciava timida la piccola bocca che dava un tono austero e serioso alla sua espressione. Un'immensa parrucca alla Marge Simpson, (ovviamente nera) costituiva il coronamento finale per quel quadro tragico. L'enorme mole della Pupa era sorretta da un paio di scarpette con tacco a spillo (rinforzati al titanio, presumo…) che costringevano la poveretta a camminare passo dopo passo con grande lentezza e attenzione, in modo tale da mantenere un indispensabile equilibrio. Quella sua andatura era degna del miglior funambolo del Cirque du Soleil, e aveva un qualcosa di demoniaco. Al suo cospetto tutti facevano in modo di evitare un'eccessiva vicinanza, e la osservavano muti con un'aria di derisione e/o pietà. Ma nessuno di questi due sentimenti albergava in me in quel momento! Io ero solo terrorizzato! Con la coda dell'occhio vidi che si era appoggiata al bancone e aveva ordinato qualcosa. Il fumo nel bar sembrò raddensarsi, rendendo l'aria soffocante. Guardai la donna dietro il vetro; I suoi occhi erano fissi verso la macchina, ma la sua espressione s'era fatta scura e continuava a sbuffare il fumo non aspirato. Finalmente quella dannata macchinetta sputò la schedina a scatti e il cavallo nella mia maglietta cominciò a scalciare. Mi diressi con passo deciso verso l'uscita e inevitabilmente dovevo passare vicino la Pupa. Pensavo che non appena fossi stato alla sua portata mi avrebbe afferrato e sbranato con sadica voracità, quindi dovevo essere veloce, con passo deciso e perfettamente sicuro del tragitto per raggiungere l'uscita. Nello stesso momento in cui mi avviai il tipo anziano si sradicò dallo sgabello e mi costrinse a modificare il percorso. In quel momento lo odiai…"Ma non potevi startene nel tuo sgabello per un altro migliaio d'anni?giusto adesso dovevi alzarti?". Quasi come uno scherzo ordito dal destino, evitando le persone che si venivano a frapporre tra me e l'uscita, mi trovai proprio a fianco della Pupa, e mi sembrò ancora più immensa e inquietante che mai! L'indiano e il cavallo non potevano fare nulla…mi resi conto che erano solo inchiostro stampato su una maglietta bianca di qualità scadente! Era finita! Con lo sguardo cercai un varco tra le persone, nella speranza di trovare una via di fuga! Niente!Io ero talmente minuscolo al suo confronto che lei neanche si accorse della mia presenza. E poi la sentì parlare. Rimasi stupito…lo schiaccianoci intorno al mio collo allentò la sua presa opprimente! Da quell'essere enorme e mostruoso scivolò delicatamente fuori una voce soave…mi venne in mente il quadro della Venere di Botticelli appeso in camera di mia nonna. Vidi Zefiro e Clori spingere la conchiglia verso lidi sicuri sotto quella serie di note. Erano la colonna sonora ideale! La Pupa chiese semplicemente un cucchiaino con cui mescolare lo zucchero nel suo caffè, ma a me fece l'effetto di un angelo che suonava un'arpa. Il contrasto tra l'immagine di quella donna e la sua voce era a tratti inaccettabile… Rimasi ad osservare la Pupa per un interminabile istante che ancora è ben scolpito nella mia memoria. Mi allontanai tranquillamente senza nessuna tensione o paura verso l'uscita e ritornai a casa sotto quel rabbioso sole estivo; tanto rabbioso che dovevo chiudere gli occhi di continuo... 7月4日 .::Work in Progress::.Miei cari fanciulli! Il vostro affezzionaissimo è attualmente impegnato nella stesura del suo nuovo raccontino. Abbiate fede e pazientate! I'll be back!!!! 6月15日 Frequenza 27.K-AMUna porta di carta per evadere...
Origami acidi in sospensione...
Un fremito dirompente quando premo il tasto giusto...
Sospetto di una fiamma antica...
Sono un funambolo ubriaco che guarda le sue chimere accucciate sul soffitto. 5月18日 Il Sesso nell'Universo DisneyMiei gentili visitatori...vi ricordate di quel fantastico e variopinto mondo a fumetti e d'animazione della Disney che tanto ha rallegrato la nostra infanzia?quante ore passate a leggere le mirabolanti avventure che i nostri beniamini si accingevano a compiere...quante risate nel mirare le splendide storie animate...ah,beata innocenza...sono lontani quei momenti spensierati...essì, lontani perchè adesso che siamo cresciutelli l'approccio a determinate tematiche è un pò cambiato. Non mi dilungherò sulla figura di Walt Disney e di ciò che era in realtà!( Per delucidazioni in merito vi rimando al sito www.wumingfoundation.com e scaricatevi il materiale al riguardo). Piuttosto vorrei sottoporvi ad alcune considerazioni...Cominciamo con Qui, Quo e Qua! i famosi nipoti di Paperino...appunto...NIPOTI! Converrete che perchè ci sia un "nipote" da un lato e perchè ci sia uno "zio" dall'altro, necessariamente ci dev'essere un terzo soggetto che sia "padre/madre" per uno e "fratello/sorella" per l'altro! ci siamo? oohhh, adesso...DI CHI CAZZO SONO FIGLI STI 3 ANATROCCOLI???E PAPERINO AVEVA FRATELLI O SORELLE???se si complimenti a questi qui!!! ma bravi veramente...non si sono mai fatti vedere, mai una lettera, una telefonata, una visita, un segnale di fumo...NULLA!!! beh, non mi sembra proprio un comportamento degno dell' ottica "buonista" della Disney...La mia teoria è che in realtà 'sti 3 anatroccoli siano degli orfani, e che Paperino li abbia presi con se per fottersi il sussidio statale!!! Cioè, per dirla in altre parole Qui, Quo e Qua sarebbero dei figli di buona donna !!! e poi che lavora fa Paperino? come fa a campare? La spesa come la porta a casa? Sempre svaccato sull'amaca a crogiolarsi nel suo dolce far nulla...OOHHH, MA VAI A LAVORARE!!! Con quella camicetta da marinaio...compà, ma sei mai stato imbarcato? Io non ti ci ho visto mai…ma a chi la dai a bere...Inoltre spiegatemi un'altra cosa...Paperina e Paperino sono fidanzati, no?ma io penso...in 70 anni avranno trombato mai? O uno dei due ha seri problemi oppure hanno trovato un contraccetivo eccezionale…tra l'altro Paperina spesso e volentieri accetta la corte di Gastone e manda affanculo Paperino….lurida Troia! Nei panni(anzi, nelle piume) di Paperino m'incazzerei veramente tanto!!! Passiamo adesso a Topolino e Minny. Avete mai visto quanto gli viene difficile baciarsi? Con quegli enormi nasoni i poverini sono costretti ad alzare la testa all'insù, rischiando un torcicollo devastante! Se per un bacio si devono beccare una lesione all'osso del collo, beh, è ovvio che per darsene uno ci stanno dai 5 agli 8 anni…altro che casti e puri…la loro è precauzione bella e buona! Ok, adesso vi pongo l'ultima questione…Ma avete notato come Pippo e Pluto si somiglino? Sono tutt' e due dei cani, no?Levate i dentoni a Pippo, sostituite il colorito nero/bianco con quello arancione….a parte le guanciotte un po’ più pronunciate di Pippo…oh, non è vero che sono precisi??? Allora mi sopraggiungono i seguenti dubbi: 1- Pippo e Pluto fanno parte della stessa cucciolata? 2- Se si, allora perché uno è bipede e l'altro quadrupede? 3- E' per questo che Pippo soffre di forti deficit motori e psichici? 4- Non è che la cagna in questione ha avuto un rapporto sessuale non proprio ortodosso? 5- E' possibile che il padre di Pippo e Pluto sia Topolino, e che si prenda cura dei due solo per rimorso? 6- Minny è al corrente di tutto ciò? 7- Devo pormi delle domande anche per Tip e Tap? 8- Ma nessuno pensa ai bambini? Non hanno pensato che tutto questa situazione potrebbe confondergli le idee? Tirando le somme penso che l'aspetto sessuale nel mondo Disney è estremamente confuso, problematico e contorto! E meno male che Walt Disney è stato definito "lo Zio d'America"….io non mi sentirei affatto tranquillo a stare in una stanza solo con lui…ma proprio per niente!!! 4月30日 Idee per un futuro migliore....Cari fanciulli e fanciulle!!!cyber-viandanti e tecno-pellegrini.....son tornato!
l'enorme assenza dal mio blog è stata causata dalla scoperta di un programma file-sharing che supporta il mio odiatissimo mac 9.2!
Data l'eccezzionalità dell'evento mi misi a scarricare como un cuinnuto(trad-mi sono messo a scaricare come un cornuto!!!), dimenticando i miei doveri da bloggher....
Ma veniamo a noi.....
Questa volta non starò qui a menarvela con storielle psichedeliche o con considerazioni grottesche... piuttosto vi darò un suggerimento....
Come ben sapete il mondo del lavoro non dà certezze. Chi termina gli studi viene colto dalla fatidica domanda: "...E ora che cazzo faccio?". PANICO! Il tuo titolo di studio è pressocchè inutile, e non hai idea di come sbarcare il lunario... Quante volte avete sentito dire che "Oggigiorno il lavoro bisogna saperselo inventare"?. Beh, dato che il posto fisso e/o sicuro è un retaggio delle generazioni passate, dato che di medici,professori,architetti,ingegneri, ce ne sono anche troppi, allora io vi do un consiglio!Ecco un sistema facile e sicuro per sconfiggere la piaga della disoccupazione!!! Raccogliendo l'esempio del Maestro di vita Do Smarrimento e Wanna Scarti, diamoci alla predizione del futuro! Va di moda,no?quante forme di premonizione ci sono? le carte, le tazzine, il sale, e così via....ormai troppo blasonate...bisogna evolversi...i tempi della zingara con la palla di vetro sono passati....quello che ci vuole è una variante per invadere il mercato....ci vuole un'idea nuova che possa suscitare l'interesse e la curiosità della gente...qualcosa che tocchi nel profondo, che tocchi l'intimo delle persone.....CI SONO!!! diamoci alla COPROLOGIA!!!ma si!è nuova, con un margine di errore nullo e il materiale di lavoro è inesauribile....il sistema è molto semplice! il cliente appena terminata la sua seduta deve chiamare il centro più vicino e permettere al nostro mago di leggere gli stronzi esattamente come si sono sistemati nel cesso!(guai a toccarli o a buttare lo sciacquone!è imporatantissimo ai fini della lettura!).Non ci sono particolari avvertimenti o diete da seguire...tutto deve svolgersi nella massima naturalezza. Se il cliente cambia le sue abitudini quotidiane, questo influirà terribbilmente sull'analisi. Così si potrà avvertire la presenza di malocchi, malattie, pericoli incombenti, occasioni da cogliere al volo, ecc......il successo è assicurato!!! pensate alle telepromozioni, tipo "...la terza cacata l'offriamo noi!", e a quelle persone che non potranno cacare se non chiamano l'agenzia....Se qualcuno vuole aderire a questa fantastica iniziativa, si faccia avanti, e gli spedirò il "Il Grande Manuale della Coprologia vol. 1" con annesso l'utilissimo dizionario(A-L). Pensate al vostro futuro! Non fate che sia una cacata, LEGGETELA!!!
- See ya in the Spiral- 3月24日 A Student's LifeBene, da un'odissea fittizzia passiamo ad una reale...quella dell'universitario!!! al confronto Ulisse è andato a prendere un caffè al bar con gli amici!!! Ma volete mettere???Cominciamo dall'inizio...vi ricordate quando, terminata la parabola del liceo, vi affacciavate a questo magico mondo della "cultura superiore"?essendo spronati dall'interesse per l'apprendimaento e motivati dai più alti e nobili sentimenti, pienamente convinti della genuinità dell'istituzione, (eh, poveri pischelli...)ci buttavamo a capofitto (più o meno) sulle prime materie. E così ci avviavamo....In effetti il passaggio dal liceo all'università non è per niente male....la mattina ti alzi quando vuoi, ti fai i gran cazzi tuoi....e nessuno può dirti niente!!!ti senti assolutamente legittimato a prendertela comoda!!!ma ben presto ti rendi conto di quanto sia fallace questa sensazione....tanto per cominciare gli esami...quella mischia infernale di ragazzi accalcati in un corridoio largo 1 metro e 20 in attesa del supplizio.Terribile. L'ansia impregna le mura, un vocìo inarrestabile e continuo che perfora il cervello e gli sguardi persi nel vuoto di gente che disordinatamente cerca di ripassare negli appunti. Quando gli assistenti escono e chiamano l'appello la tensione sale a livelli astronomici! i cuori dei presenti cominciano a palpitare all'impazzata...sembra che il Dott. Mengele stia per chiamare le sue cavie...Quando escono ragazze in lacrime per un'esame andato male, la delicatezza rimane nel mondo delle idee...altre ragazze le si precipitano addosso ponendole con indicibile bramosia la fatidica domanda : "Cosa t'ha chiesto?" incuranti dello stato d'animo della poverina...Comunque quest'aspetto è nulla in confronto ALLA BUROCRAZIA!!!(qui ci vuole un organo che fa TA-TA-TA-TAAAN) I brividi vengono solo a pensarci!!! Ore di file per un insulso pezzo di carta o per aspettare i comodi di un segretario incapace che deve battere 4 tasti al computer...Una volta stavo rischiando di partire militare per l'incompetenza di uno di questi cazzoni!!! Qualsiasi legge democratica viene calpestata in nome della vecchia legge della giungla!!!la fila diventa tutto tranne che una fila, dato che ci si affaccia agli sportelli non uno dietro l'altro, ma in semicerchio.....mi viene in mente quando si distribuiscono derrate alimentari nei paesi del terzo mondo... la nozione di TURNO in questo semicerchio va a farsi benedire...un momento di distrazione diventa fatale poichè colui che ti sta a lato potrebbe anche morderti!!!Quando esci ti sembra di essere sopravvissuto a un'orda di zombie antropofagi alla Resident Evil...Arriviamo adesso alla classe docente....una buona parte di essa è veramente odiosa! i docenti sono detentori di chissà quale potere supremo, irriguardosi nei confronti di chi non appartiene alla loro casta, fieri di appartenere ad una sorta di specie protetta, intolleranti nei confronti di chi ha un'opinione diversa da quella "accademica"...insomma se ti eri partito con le migliori intenzioni, nel giro di 3anni te le fanno passare tutte!!! Ebbè, poi si aggiungono altri fattori....gli anni passano....cerchi un impieguccio, giusto per racimolare qualche soldino, coltivi altri interessi, e senza accorgertene arrivi a 27 anni (domenica!) che ti pesano addosso in tutta la loro inconcludenza...(chissà a chi mi riferisco,eh?:( )ok, chiudo prima che questo post abbia un tono da autocommiserazione...
-See ya in the spiral- 3月2日 A ROMAN ODISSEY pt. 3 -Le Scale e L'Incanto-La casa di Fabiola era un po’ piccolina e io e Marco ci eravamo sistemati ambedue nel divano dormendo uno opposto all'altro. Non era così piacevole aprire gli occhi e trovarsi i suoi piedi a un paio di centimetri dalla faccia, e immagino che lui era della stessa opinione…Appena alzati andammo a prendere qualcosa al bar per la colazione. Era necessario qualcosa di decente da mettere sotto i denti e risanare le nostre bocche stuprate dall'alcool. Appena tornati ascoltammo i cd che avevamo trovato la sera prima. Gli strascichi del post-sbornia erano talmente pesanti che passammo tutto il pomeriggio a casa per riprenderci. Il fratello di Fabiola, Giacomo, ci raggiunse a casa e rimase con noi. In serata le nostre forze tornarono, ma avendo pietà di noi ci concedemmo una serata più tranquilla…una semplice passeggiata in giro coadiuvata da Moretti&Roipnol. Tornammo relativamente presto e dormimmo alla grande. L'indomani sarebbe stato il nostro ultimo giorno(e notte) a Roma. "allora ragazzi! Questa è la nostra ultima sera…ce ne dobbiamo andare degnamente!!!che si fa?" "Ritorniamo al Forte?" "OK!". Quel proposito suonava come l'invito di Lucignolo a Pinocchio per il Paese dei Balocchi. Uscimmo e facemmo la solita spesa. Dopo aver consumato tutto ci avviammo nuovamente verso il Forte.
Durante il nostro cammino il cielo, già nuvoloso dalla mattinata, cominciò a vomitarci addosso la sua indisponenza…ci affrettammo facendo delle rapide corse da un'entrata di un palazzo all'altra, in cerca di un riparo momentaneo. Arrivati in prossimità del Forte vedemmo due ragazzi che entravano in una macchia e gli urlammo contro: "Ehi…è aperto il Forte?". La risposta fu di carta vetrata. "No!non vedete che sta diluviando?non c'è nessuno. E' chiuso…". La pioggia fu talmente forte che dovemmo fermarci nell'entrata di un edificio e aspettare che si attenuasse. Proprio mentre sostavamo si fermarono Tre ragazzi nelle nostre medesime condizioni. Un tipo magrissimo dal viso emaciato e un po’ grinzoso con dei ricci biondo spento che gli coprivano le orecchie, l'altro alto e impostato che in viso ricordava un po’ Jerry Calà, e l'ultimo con un berretto di lana scuro dal volto anonimo. Dopo un rapido scambio di occhiate e sorrisi di circostanza, ci mettemmo a parlare: "Anche voi volevate andare al forte?" "Si" "Ma di dove siete? Il vostro accento…". La domanda mi suonò familiare. "Siamo di Marsala, Sicilia…" "Ah, noi siamo calabresi…". E così scoppiò quel senso di appartenenza che caratterizza un po’ tutti i meridionali…Marco non perse tempo e dopo una presentazione veloce disse: "Ehi, ma voi calabresi avete l'erba buona, no? Dai ragazzi, perché non fate una canna?". I tre non persero tempo…Et Voilà! L'appartenenza si mutò in fraternità! Passammo una buona mezz'oretta a chiacchierare sui vari tipi di erba, dando luogo a quella subcultura della canapa che furoreggia tra i giovani e i meno giovani…Essendo le nostre scorte ultimate, chiedemmo ai Tre moschettieri di fornircene un po’. I tre stavano in un palazzo nelle vicinanze e ci dissero di andare con loro. Arrivati a destinazione ci fermammo davanti l'ascensore e il Riccio ci comunicò che non potevamo salire tutti quanti, ma che poteva salire soltanto uno di noi. Alla richiesta, dopo un breve momento di silenzio, Fabiola si propose, lasciandoci un pò interdetti…salirono nell'ascensore in un batter d'occhio, e noi rimanemmo ammutoliti. Chiuse le porte rimanemmo a guardarci pietrificati. Con un velo di preoccupazione dissi: "Beh, non è che sia felicissimo che ci sia andata giusto lei…". Giacomo laconicamente rispose: "Pensa io…". Marco, cercando di sfatare gli inquietanti presagi che già si annidavano nelle nostre menti, disse:" Daaai ragà…sono picciotti tranquilli…", malcelando la sua ansia. Cercammo di non pensarci, ma dagli sguardi che circolavano si poteva evincere che la preoccupazione era palpabile…Ad un certo punto sentimmo delle porte sbattere e delle urla soffocate…mi sentì mancare il fiato…La peggiore delle ipotesi si era avverata. Giacomo mi guardò con il terrore scolpito in viso e Marco infilò velocemente la sigaretta appena rollata in tasca. Senza proferire parola ci lanciammo immediatamente per le scale. Mi vennero le vertigini per l'emozione, e per non perdere l'equilibrio mi concentrai sulle scarpe di Giacomo che saltavano gli scalini a due a due. Il cuore mi salì in gola e sentì il petto comprimersi…i polmoni ardevano come il bracere di una locomotiva e il ventre shekerava violentemente l'alcool assimilato. Pensai "E ora che cazzo facciamo?". Non so quanti piani salimmo alla velocità della luce. Guardai la tromba delle scale verso l'alto ed ebbi uno sbalzo fortissimo come James Stewart su "La donna che visse due volte". Mi fermai per prendere fiato e calmarmi. Marco mi superò e si fermò nell'ammezzato di fronte a me. In quel momento sentì delle urla provenire da una porta e mi ci accostai. Per un secondo le scene più raccapriccianti presero forma nella mia mente. Origliando sentì distintamente una televisione ad alto volume…Stavano guardando uno strafottutissimo film d'azione o chissà che…era da lì che provenivano le urla. Con un filo di voce riuscì a dire a Marco che era una TV…Marco si avvicinò e se ne sincerò. Io mi appoggiai a muro e cominciai a sudare freddo. Marco chiamò Giacomo che era salito molti piani più avanti. Avendo realizzato che non era successo niente tornammo al pianterreno. Gli improperi si sprecarono e i nostri cavalieri senza macchia e tanta paura rimasero stravolti ad asciugarsi la fronte con pesanti colpi di maniche. Dopo un paio di minuti sentimmo delle porta aprirsi e l'ascensore scendere…Uscirono tutti e quattro e il Riccio, che uscì per primo, fece un sorriso tranquillizzante e diede una pacca sulla spalla di Giacomo, il quale disse: "Ci eravamo preoccupati…ci siete stati assai…". Fabiola guardandoci sorpresa ci disse che i Tre Ganja-Moschettieri erano stati gentilissimi e le avevano offerto pure da mangiare…Noi tre ci sentimmo dei perfetti idioti!!! Dopo un po’ i Tre Calabresi ci salutarono e andarono per la loro strada. Noi decidemmo di tornare a casa. La pioggia era notevolmente diminuita e noi ne approfittammo per una passeggiata in centro. La città era deserta e in giro non c'era niente aperto. La notte portava in grembo un silenzio irreale; un silenzio cadenzato da una pioggia fine che si era fatta gentile…Arrivati a Piazza Navona rimanemmo incantati. Le luci mettevano in risalto il manto d'acqua creando un sipario evanescente su di noi. Qualcuno disse "Che spettacolo però, ragazzi…". Nessuno rispose. Da una finestra un grammofono ci beneficiava di un violino delicato. Le note vagavano e si sposavano con l'acqua…noi eravamo i testimoni. Le gocce di pioggia ci lambivano come morbidi aghi elettrici... Nettuno e le Nereidi contemplarono la nostra estasi. Per una volta erano loro a guardare…Quando la stanchezza cominciò a farsi sentire tornammo a casa dove finimmo la busta dei moschettieri e andammo a dormire. L'indomani Io e Marco partimmo e nell'autobus ci ritrovammo l'odiosa combriccola di spocchiosi attivisti proto-cattolici in fasce…Dopo un viaggio passato nella più totale dormiveglia, appena arrivai a casa salutai frettolosamente tutti e crollai sul divano. Mia madre, da classica mamma siciliana, mi disse che ero deperito….seeee, passa tu una settimana massacrante come questa e poi vediamo!!! E qui finisce l'odissea romana…quelli descritti sono stati i punti salienti, per il resto le giornate passarono nella fusione più totale!!!Questo è quanto….See ya in the Spiral!!! 2月24日 A ROMAN ODISSEY pt.2 -Il Vortice-Durante il viaggio in autobus incontrammo un tipo sbroccato di colore che avevamo già visto al nostro arrivo alla Stazione Termini. Al nostro primo incontro il nostro ci sgamò una Nastro Azzurro mezza piena lasciandoci con un palmo di naso; poi continuò a vagare declamando in un italiano stentatissimo versi di un libro malridotto. Il poveraccio cercava una platea che non si sarebbe mai raccolta pensando di rivelare chissà quali segreti. E ora il nostro profeta si trovava nel bus insieme a noi. Era messo parecchio male! Era completamente ubriaco e aggrappato disperatamente ad una sbarra del bus. Marco ebbe la felice(?) idea di salutarlo. In tutta risposta il profeta gli crollò addosso quasi svenendo, cercando di pronunciare qualcosa in qualsiasi lingua…era in preda a fumi di svariati tipi di alcool…Uno dei passeggeri pensò che avesse intenzioni violente, così lo prese e tentò di separarlo da Marco, innescando una serie di risposte poco gradevoli a suo indirizzo…dopo che fu sedata la reazione del profeta, il quale si accasciò sulla parete del bus, arrivammo alla nostra fermata e scendemmo dall'autobus. Dopo una mezz'oretta a piedi arrivammo al Forte Prenestino…L'ingresso era un delirio!!! Un putiferio di gente in attesa di entrare.. Chiedemmo quanto si pagava per entrare, e uno dei ragazzi ci disse che l'entrata ammontava a 7mila lire…"Ma cosa c'è?" "C'è un Rave, una mostra fotografica sul Punk e la presentazione di un romanzo!". Mercanteggiammo un po’ arrivando alla modica cifra di 3mila lire per tutti e tre….che colpaccio,eh? Appena varcata la soglia ci ritrovammo in una serie di cunicoli stile catacombe con gente che giocolava, fumava e/o beveva ammassata ai lati come in un allevamento intensivo. Farsi strada era un'impresa degna degli Argonauti.Per un attimo mi sentì in trappola come il bambino di SHINING nel labirinto dell'Overlook Hotel…Io non avevo Jack Torrance con un'ascia alle spalle, ma avevo ancora quel fastidiosissimo lettore cd nei coglioni…la mostra fotografica fu deludente…solo foto di gente sfatta con creste di peli su teste-bocce da biliardo e piccoli articoli ritagliati che arditamente pretendevano di esporre il fenomeno da un punto di vista sociale….bah! "Ragazzi, a me sembra un pacco, che facciamo? Usciamo?" disse Marco. "Si, a volo…". Addentrandoci nel Forte trovammo una stanza dove degli stompers si esibivano! Colti da quel spercussionamento selvaggio tutti e tre ci cimentammo in una jam con bottiglie(vuote) sbattute a muro, con un risultato alquanto discutibile…"Dai ragazzi, andiamo nella zona Rave!!!". All'entrata dell'immenso giardino ci fermammo in una bancarella che vendeva svariate cazzatine e noi, poveri fessi, vedemmo una bustina di pillole dove c'era scritto "Love Potion" o "Love Explosion", non ricordo di preciso…La cosa stimolò i nostri ormoni in pieno retaggio post-adolescenziale. Come se avessimo trovato una miracolosa cura per il nostro mal di testosterone…il miraggio di avere occasione di fare del sesso fomentò il nostro istinto da consumatore! Ovviamente quelle pasticche non sortirono alcun effetto…o forse si!!!beh ragazzi, ancora imbarbicato nello stato sub-atomico della fusione del nocciolo, io la vidi! Era lì, proprio accanto a me…bellissima, cerulea, statuaria, quasi di plastica… i suoi capelli biondi intrecciati scivolavano delicatamente sulle sue spalle come lingue di fuoco cristallizzate. Rimasi a contemplarla immobilizzato dallo splendore chimico che emanava… Il lettore tra i coglioni cominciò a diventare davvero un problema! Mi sentì aprire il petto e il frastuono intorno s'era ovattato. …La sua espressione era accigliata e fumava nervosamente la sua sigaretta. Fece un tiro lunghissimo e pur non avendola finita la buttò via. Sputò il fumo rabbiosamente e andò via con passo deciso verso la mischia fino a scomparire. Donò la sua essenza rilucente alla massa amorfa di carne umana…si lasciò inghiottire dal vortice…e io gioì di quei secondi preziosi in cui lei mi aveva mostrato tanta grazia e tanto furore…Dopo questa catarsi Marco e Fabiola mi invitarono a ballare. La cosa durò pochi minuti. La stanchezza e l'astinenza da alcool(di qualche ora)presero il sopravvento!!! Prendemmo qualche birra e trovammo del fumo. "Piè, non abbiamo le cartine…le vai a cercare tu?io sono distrutto!"."Ok!". Chiesi ad un tipo se aveva cartine, ma questi mi rispose che aveva qualsiasi cosa…"Oh, c'ho trip, fumo, cocaina, ecstasy…che vuoi?". Lo guardai con un sorriso soffocato. "No compà, grazie, ma cercavo solo delle cartine…". "Vai, che ti faccio un buon prezzo"(Oh, ma che sei de coccio?). "No, guarda, cercavo solo delle cartine"(M'hai capito?cazzo!)"Ah, tieni,và…". Me ne diede 4 o 5…Appena le portai ai ragazzi, quasi non ci credevano!!!AAAHHHH…finalmente riposo!!! Dopo aver fumato mi sedetti e rimasi a fissare l'enorme schermo che emanava immagini stroboscopiche fino ad annullare le mie percezioni. Non so quanto tempo passò. Credo che mi addormentai…Quando aprì gli occhi era quasi l'alba e andammo alla fermata dell'autobus. Una volta saliti Fabiola s'addormentò e noi non sapevamo qual'era la fermata. Provammo a svegliarla. Niente. Ci riprovammo. Nessuna reazione! Guardai Marco e dissi: "Ma è morta?". Alla mia infelice affermazione gli altri ragazzi del bus ci guardarono sconvolti. Non cogliendo l'ironia trasalirono tutti! Marco le diede uno scossone e lei si riprese dicendoci che ancora ci voleva un po’ prima di scendere. Mi misi comodo, aspettai la fermata, e una volta arrivati a casa mi sgretolai sul divano…Volevo solo questo! Togliermi di dosso quel fottuto lettore e dormire!!!....Questa era la seconda parte. La terza e ultima parte arriverà quanto prima! 2月23日 A ROMAN ODISSEY pt.1 -Pandora digitale-1.9.9.8. anno astrale, soleva dire Marco…e come dargli torto? In quell'anno Frusciante rientra nei Red Hot Chili Peppers, Lucio Battisti tira le cuoia e L'Italia perde all'ultimo secondo contro la Francia ai mondiali di calcio(poi il Brasile ci vendicherà sonoramente!!!). E il vostro affezzionatissimo? Beh, quello era il mio primo anno di università( il primo di una lunga serie), gli HK si erano sciolti e io in occasione del concerto del Primo Maggio andai per la prima volta a Roma….La meravigliosa città eterna che a mio avviso non sarà mai stupida…Dopo un viaggio in autobus in compagnia di una comitiva di spocchiosi adolescenti proto-cattolici e scatole umane annoiate dalla vita anzitempo, io e Marco arrivammo alla stazione Termini. Lì incontrammo la nostra amica Fabiola, che ci avrebbe ospitato per tutto il tempo della nostra permanenza. Non è che ricordi molto di quei giorni, poiché sono stati particolarmente pregni di birra, canne, vino in ordine sparso e talvolta anche acqua e cibo!!!Il concerto fu un'esperienza dantesca!!Tutto il giorno sotto una pioggia di proporzioni bibliche, e in più gente che distribuiva volantini di qualsiasi entità. L'accoppiata pioggia torrenziale/volantini a go-go si rivelò devastante. Verso le 23 P.zza S.Giovanni era ricoperta per intero da una coltre melmosa di carta impastrocchiata che arrivava sino alle caviglie!!! Dopo il concerto restammo a Roma per qualche altro giorno. Giusto per godere delle bellezze della capitale..."Allora ragazzi, stasera che si fa?" "Andiamo al Forte Prenestino","Ok, cos'è?" "è uno dei centri sociali più cazzuti di tutta Italia!"( un'affermazione assolutamente esatta!)"Prima andiamo a Campo De' Fiori a bere, e poi ci partiamo". E come disse Tricky, HELL'S AROUND THE CORNER!!! Arriviamo a Campo De' Fiori già belli spacchettati. Prendiamo del fumo da un tipo sulla cinquantina che non faceva altro che ripetere di essere uscito dal carcere il giorno prima e che dovevamo prendere la fatta subito, ostentando una parlata in romanesco degna dei peggiori bassifondi(Abbello, ma ti sembra che siamo nati ieri???). Dopo aver preso il materiale facciamo colletta per prendere altro vino e ci sediamo a bere ai piedi del severo Giordano Bruno. Tra una chiacchiera e l'altra e tracannando del rosato a basso costo sentì una voce femminile: "Scusa, ehi, scusa…". Pensai: Qualcuno qui vuole scroccare, eh? Mi voltai a destra e constatai che l'alcool aveva già reso le mie articolazioni di gomma, rendendo i miei movimenti lenti e confusi. La ragazza mi chiese di dov'ero, dato che aveva riconosciuto il mio accento. "Di Marsala","Si, l'avevo capito che eri del trapanese. Io ho una casa a San Vito dove trascorro l'estate". "Ah…bella storia…". La tipa(con relativo ragazzo) comincia a decantare le bellezze naturali della Sicilia (eccazzo, c'abbiamo solo quelle…), instaurando una specie di monologo mistico, quasi da campagna elettorale…Dopo una ventina di minuti circa(non so con precisione…capirete…la nozione del tempo era parecchio compromessa!!!)la coppietta mi saluta cordialmente e va via. Rimango seduto a farmi una sigaretta. Dopo la seconda boccata, giusto mentre lasciavo l'aroma del tabacco dipanarsi dolcemente nelle mie papille gustative e reprimere l'acido del vino consumato, mi voltai nuovamente verso destra e vidi una borsetta. "Cazzo", pensai "I ragazzi l'hanno dimenticata qui". Rapidamente lancio un'occhiata fugace in tutte le direzioni e riesco a scorgerli. Afferro la borsetta(proprio borsetta non era…piuttosto era una custodia!)e corro verso i ragazzi."Ehi ragazzi,scusate, è vostra questa?". La coppia mi guarda interdetta e mi dice. "NO, ma cosa c'è dentro?"."Boh, ora vedo…".Apro la custodia e cosa ti trovo?un lettore cd portatile Panasonic e i cd ORIGINALI(era il 1998, ancora la pirateria era di là da venire e gli mp3 una sigla senza alcun senso)di IN UTERO dei Nirvana, OK COMPUTER dei Radiohead, soundtrack di TRAINSPOTTING e un album dei BLUR…rimango a bocca aperta…per un attimo credetti fosse un'allucinazione…la ragazza laconicamente disse: "Non è nostro…peccato però…". "Vabbè,come non detto, vado a rimetterlo a posto….magari il legittimo proprietario verrà a riprenderlo"risposi io…Tornanto sotto il Bruno, Marco mi vide e mi chiese dov'ero stato. "Ho trovato questo, Mà, sai di chi è?" "Come di chi è….E' MIO!!!". "Eh???Mà, ma sai cosa c'è dentro?" "No,che c'è?" "Apri…". Vedendo il contenuto Marco mi guarda con i suoi occhi spalancati e mi dice: "Cumpà, ma se ci vedono co stò coso ci fanno il culo!!!" "Facciamo una cosa…lasciamolo dov'era e se non se lo vengono a prendere, ce lo portiamo". Le canne e l'alcool resero quella custodia ai nostri occhi una sorta di vaso di Pandora…essa conteneva tutti i mali del mondo! Demoni e mostri sembravano scalpitare urlanti per uscire e sfogare su di noi la loro ira. La tensione era insopportabile!!! Dopo 10minuti decidiamo saggiamente di prendere il nostro bottino e nasconderlo sotto una macchina parcheggiata nelle vicinanze. E la serata continua tra alcool e fumogeni vari…quando andiamo via dal Campo recuperiamo la custodia e ci partiamo per andare al Forte. Ora, come ben saprete, la fusione andata a male fa fare cose parecchio assurde e/o idiote…Temendo che la custodia potesse dare nell'occhio(sia per il legittimo proprietario sia perchè stavamo andando in un Centro Sociale) ci nascondemmo addosso il contenuto, e il sottoscritto non avendo dove mettere il lettore, pensò bene di posizionarlo nelle sue più recondite intimità , ovvero IMMEZZO I CUGGHIUNA(trad. -tra le palle-). Arrivati alla Stazione Termini ci sedemmo nel bel mezzo dello spiazzale aspettando l'autobus che ci avrebbe portato al Forte. Per ingannare l'attesa ci facemmo l'ultima canna. Appena questa fu accesa, ecco che arrivarono i demoni….Pandora li aveva evocati, e adesso questi avrebbero reclamato il loro tributo!!! Tre stramaledettissimi poliziotti in borghese!!!Vennero verso di noi con passo sicuro e muovendosi quasi all'unisono. "Buonaseraaa…" disse uno di loro con tono mellifluo e ironico. "Che state facendo?ma dove cazzo vi sembra di stare, ad Amsterdam?". Rispondemmo con un eloquente silenzio. "Avanti, dammi qua" disse uno dei tre protraendo la mano verso Fabiola. Lei, nell'atto di consegnarla, esitò un istante facendo avanti e indietro con la mano, e prima di dargliela ci fece un tiro stratosferico!!! Di fronte a questa scena io e Marco sghignazzammo e, per quanto possibile, cercammo di contenerci. Invece lo sbirro, esagitandosi e mostrando di non avere gradito la cosa, cominciò ad alzare la voce e a smuovere vorticosamente la mano per indicare la sua impazienza."Avanti,dammi qua, non hai sentito?ma sei fatta?"(Eh...). In quel momento l'unico mio pensiero era rivolto a quel fottuto lettore tra i miei coglioni…a parte che era fastidiosissimo stare seduti per terra a mò di indiani con quella roba nelle mutande, e se me l'avessero trovato?come cazzo l'avrei spiegato?al solo pensiero ero terrorizzato!Dopo la consueta ramanzina e la fanciullesca intimidazione, i tre ci lasciarono andare senza alcuna ripercussione. L'unico nostro pensiero era quella canna buttata….che peccato…Una volta saliti sull'autobus restai muto per la fusione oramai marcia fino al Forte…Marco e Fabiola cominciarono a tranquillizzarmi "Dai, non ci hanno fatto niente". "Oh,picciò, sono fuso e ho un lettore tra i coglioni, cosa cazzo dovrei dirvi?". Una risata generale ristabilì l'armonia.
Ok, qui finisce la prima parte...la seconda arriverà quanto prima -See ya in the Spiral- 2月9日 Nella Mischia Gaia(?) di Vipere...Merda, questa tosse non sembra volermi passare...ma la cosa che veramente mi da fastidio è non potere fumare tranquillamente! Eggià, confessioni di un nicotinomane...oramai fumare è una cosa che considero imprescindibile dalla mia vita...smettere?volete scherzare? ma non ci penso neanche!!!avrò tutto il tempo che voglio per pentirmene, ma per adesso....non ne voglio sapere un cazzo! ah, bei tempi quando si poteva fumare nei locali....certo.è una cosa giustissima che non si possa più, ma ricordate quel piacere immenso di potere accompagnare la birra con una decina di sigarette seduto in un locale???L'ultima volta che ho messo piede in un locale è stato non molto tempo fa....l'ormai defunto Fiutastreghe....figo quel locale...La prima volta che ci misi piede fu allucinante!!!diciamo pure che è un episodio che a buon diritto può entrare a far parte delle psichedeliche avventure del vostro affezzionatissimo!!! ecco, questa, rispetto alle due precedenti, è meno assurda nella concatenazione degli eventi, ma ugualmente angosciante...Il fattaccio è successo circa un anno fa. All'epoca il sottoscritto abitava a Palermo, città folle e assurda per eccellenza . La perenne mancanza di pecunia nel mio portafoglio mi costringeva a passare gran parte delle serate a casa, davanti alla tv, bevendo birra a basso costo comprata nei supermarkette o vino sfuso proveniente dalle tipiche taverne palermitane, dove le mura sapevano di umido fogna e fumo di sigaro incrostato. Certe volte è meglio non pensare all'origine di quello che stai per trangugiare....bevi e basta!!!Il desiderio di fuggire da questo protocollo demoniaco(per il mi stomaco) era diventato impellente. Dove trovare una sistemzione idonea alle mie necessità alcoliche?ma non un posto qualunque...un posto che sia piccolo,ma non troppo...intimo....si,ecco,intimo è la parola giusta!!!magari dove passino buona musica....quantomeno ascoltabile...e ovviamente dove si spenda poco....Una sera trovai le risposte a questi miei quesiti con un invito da parte della mia amica Simona:"O Piè, ma perchè qualche sera non vieni al Fiutastreghe?Io quando finisco di lavorare vado là...sai, è piccolino, ma mettono buona musica e si beve tranquillamente".Questo avverbio indicava il consumo di bevande alcoliche ad un prezzo contenuto. PERFETTO!!!era proprio quello che cercavo!!!grande Simo...ne avevo tanto sentito parlare di questo locale,ma nessuno aveva avuto la bontà di spiegarmi dov'era(e poi era a un quarto d'ora da casa mia!!!). Arrivo al Fiutastreghe verso le 11.30 PM,solo, con appena 5 euro in tasca(eehhh, facciamo i ricchi,dai,questa sera si fa bisboccia!!!),una dannata(d'annata) voglia di bere e di rilassarmi...Già dall'incrocio della strada individuo la rossa entrata del locale(un richiamo dantesco?lasciate ogni speranza voi ch'entrate?si, proprio così!). Davanti l'ingresso stava fermo un tipo sulla quarantina passata dall'aspetto un pò malconcio...avvicinandomi mi sembrò che stesse parlando da solo. Essendo ormai prossimi mi lanciò un'occhiata casuale seguita da un ghigno mefistofelico...faccio finta di niente ed entro nel locale. Solo quando lo ebbi vicino m'accorsi del microfono del telefonino...Mi fermai pochi istanti per dare un'occhiata all'ambiente, guardai distrattamente i manifesti di serate e concerti vari affissi nel portone. dopodichè oltrepassai l'uscio e scesi l'unico gradino che separava lo stanzone dalla porta. Il suono emesso dalla mia suola conto il pavimento echeggiò sordamente. Gli unici due individui presenti nel locale interruppero la loro conversazione e in un attimo e si voltarono verso l'entrata . Mi soffermai un istante, giusto il tempo di guradarli in faccia uno per volta. La musica di qualche gruppo punklistere low-fi risuonava timidamente dallo stereo. Davanti al bancone siedeva la mia vecchia conoscenza Bud, il quale appena mi riconobbe, allargò le braccia e con tono amichevole disse:"OOOHHH, FIGGHIOOO....". Giancarlo(il gestore)mi guardò e disse garbatamente:"CIAO!"si coglieva un sottile velo di diffidenza nella sua voce . Mi presentai... mi sedetti accanto Bud, il quale mi offrì subito da bere. Accettai di buon grado, ma a patto che il giro successivo lo offrissi io...Bud era un bravo ragazzo....alto, possente e gigantesco, sguardo acido e duro...più duro degli anelli che portava alle dita. Poteva fare un pò di timore a primo impatto, ma ormai lo conoscevo da abbastanza tempo, quindi l'impressione iniziale era scemata da parecchio. Passiamo una buona oretta a parlare del più e del meno. Più che altro di musica e della vita on the road per i gruppi emergenti. L'unica interruzione fu data da Mr. Buonasera...un tipo sbroccato il cui unico impiego è andare in giro per Palermo, entrare nei negozi e/o locali, e salutare tutti con buongiorno o buonasera, a seconda dell'orario. Terminato il giro di strette di mano, il nostro simpatico avventore esce dal locale e continua la sua cordiale e beneagurante passeggiata...Il tipo malconcio stava sempre sull'uscio a parlare al telefonino, facendo qualche rapida sortita dentro per sorseggiare una birra lasciata su un tavolo. Ad un certo punto(essì, nelle mie storie c'è sempre il momento del "a un certo punto..." )un gruppo di ragazzi si avvicina verso l'entrata. Scorgiamo da dentro un alterco tra il tipo del telefonino e uno del gruppo. Qualche parola sgradevole urlata con irriverenza e la cosa finisce lì. Il gruppetto entra e si siede attorno ad un tavolo. Il tipo che aveva avuto la discussione veniva ripreso da un paio dei suoi amici per il suo comportamento inopportuno, e in tutta risposta costui continuava a lanciare insulti all'indirizzo del tipo malconcio. Sia Bud che Giancarlo si voltarono per dirgli di piantarla...cosa che ovviamente non avvenne!Ne l frattempo arriva fresca e pimpante Simona, che saluta me ,Giancarlo e Bud. E proprio quando con il suo sorriso solare chiede:"Allora,come va?", il tipo malconcio, dopo l'ennesimo testa di cazzo lanciatogli dal ragazzo, entra furiosamente nel locale e risponde per le rime di fronte lo sguardo attonito dei presenti. (Complkimenti,Simo,Tempismo perfetto!!!)E sfociò la tempesta! Il ragazzo si alza di scatto e si catapulta sul tipo, e ne segue una colluttazione che coinvolge 2 tavoli, 3 sedie e un bicchiere semivuoto che si sfracellò impietosamente a terra! Bud,Giancarlo e gli amici del tipo si alzano di scatto per separarli. Io e Simona rimaniamo scioccati e immobili!in quel momento la guardai e gli dissi:"Dai Piergiorgio, vieni al Fiutastreghe...è un posto TRANQUILLO!!!". Lei mi guardò sconvolta...Una volta separati i due guerrieri urbani, il tipo venne portato fuori, mentre il ragazzo rimane nel locale lanciandogli minacce di svariato tipo. La cosa sembrò essersi placata, ma al ragazzo venne la brillante idea di dire a Bud con tono iracondo:"...e tu non ti permettere mai più di immischiarti negli affari miei!!!". Seguì una frazione di secondo dove tutti trattenemmo il respiro e l'unico rumore fu quello della lampadina che faceva contatto....la seguente frazione di secondo vide Bud scagliarsi sul tipo come un rinoceronte furioso su un peluche inerme, tant'è che il ragazzo si buttò all'indietro restando all'impiedi solo grazie all'ausilio della porta del cesso. E fu lì che il sottoscritto, in tutta la sua piccolezza(si e no arrivavo allo stomaco dei due contendenti)si mise in mezzo insieme agli altri per dividere i due. In quattro tenevamo il braccio alzato di Bud, pronto per accumulare tutta la forza che la sua immensa mole gli permetteva(tipo Goku!!!) e scaricarla quindi sul viso del malcapitato. Per un attimo mi sono trovato trai due giganti...non mi sono mai sentito così piccolo...in una pressa di carne umana pronta a schiacciarmi da un momento all'altro!!! Le braccia di non so quante persone attorno sembravano dei serpenti rabbiosi in cerca di una preda da stanare. braccia che con tutta la loro forza afferravano altre braccia o cingevano busti impazienti...alla fine fummo tutti articolati in un disegno mostruoso...immobile e perfettamente equilibrato nelle tensioni e nella divisione delle forze...una scultura tragica da fare invidia a Giger...il tipo, che fino a quel momento era rimasto fuori, vedendo la scena, si esaltò e accorse per dare manforte a Bud(Minkia, puro tu ti ci metti,compà?), cadendo rovinosamente a terra e lamentando poi un braccio rotto(tutte minkiate!). Riuscendo a sedare la rissa, Giancarlo intima tutti di uscire fuori dal locale. Il gruppo di ragazzi va via da locale, scusandosi del bordello. Bud va via da solo mandando tutti affanculo. Io e Simona rimaniamo dentro(ehi, che credete, avevo ancora la mia fottutisima birra da finire!!!). Giancarlo chiude le porte e rimaniamo a chiacchierare per un'altra oretta buona...giusto il tempo di dare il colpo di grazia alla sobrietà(già vacillante da un pò) e rilprenderci dall'accaduto. Verso le 3/3.30, Simona ebbe pietà di me e mi diede un passaggio a casa con la macchina....arrivati a casa ,una volta uscito, le dissi:" Grazie Simo, è stata una splendida serata, proprio un posto tranquillo,eh?mi sono divertito tantissimo!!!". Un sorriso per non dirmi "Vai a cagare"e va via...salite le scale franai sul letto e mi risvegliai dopo poche ore con il sapore del rum mischiato alla beck's....ORRIBILE....Ritornai al Fiutastreghe qualche volta...Giancarlo faceva degli ottimi Rum e Cola alla modica cifra di 3 euro...ci rimasi veramente male quando, verso Settembre, passai da la e trovai al suo posto un fottuto negozio d'antiquariato....ora i Rum e Cola sono costretto a farmeli da me...ma guarda te....
-See ya in the Spiral- 2月6日 ....Mah!....Ok,ok....Il concerto dei K-dogy è andato veramente male!!!La gente si è divertita, la situazione era carina, ma noi potevamo fare di meglio...IO POTEVO FARE DI MEGLIO, cazzo...ho fatto degli errori veramente assurdi e mi sento un coglione idiota incapace per questo!!!un sacco di gente è venuta a dirmi che è stato bello, ma quanti di questi lo dicevano per amicizia o per pietà, e quanti lo pensavano veramente?mah....che peccato....ringrazio tutti i marsalesi che si sono accollati il viaggio fino a Palermo per vederci, e mi sento ancora più merda per avergli offerto uno spettacolo così....che dirvi,ragazzi, spero che la prossima volta andrà meglio...adesso mi tocca buttarmi a capofitto sul Latino, dato che a Marzo me lo vorrei togliere!Cristo, che palle!!!Meno male che c'è qualcuno che mi dà conforto e gioia, altrimenti andrebbe parecchio peggio....
Vabbè ragazzi, alla prossima!
-See ya in the Spiral- 1月25日 Il Dragone, Il Cherubino e Me...Va bene, va bene....mi avete tanto scassato la minkia che scriverò qualcosa di nuovo!!!!FATTI QUESTO SLEGO!!! 1,2,6,9...tra una giocata a Mahjong e l'altra(maledetto livello 4,un giorno sarai mio!!!)e una messengerata con Cimeso e Alessandro, vi racconterò una delle fantastiche avventure del vostro affezzionatissimo!!!UEH-EEHH,EVVAI!!! Molti di voi già la conoscono, ma dato che non mi viene assolutamente nulla in testa(per ora), la renderò nota in maniera ufficiosaufficiale!Signori e signore,allacciate le cinture....Si parte!!!(mai espressione fu utilizzata più correttamente...poi capirete...) Correva l'anno 2004, e il vostro beneamato Pigi si trovava in quel di Barcellona, spassandosela di notte tra le mille seduzioni più o meno culturali che il luogo offriva, e dormendo di giorno al lavoro tra una carta dell'ambasciata di Barcellona e il Consolato Generale di Madrid-Anno 1835-e l'altra(No,cara Montse, non li voglio i tuoi merdosi bon-bon, c'ho ancora la vodka mischiata al ponche e al gin in circolo....mmBLEURGH...). Il culmine della follia di quei giorni drogati arrivò nel momento più inaspettato, anzi, in un momento che si preannunciava alquanto triste!!! e triste non fu....ANZI!!!Sto parlando della partenza della mia adorata HERMANITA Daniela, che ritornava a malincuore nel fottuto Belpaese...Avevo preso il giorno libero per accompagnare Daniela a sbrigare le sue ultime faccende, così alle 11.30 AM circa mi presento a casa sua, ovviamente con un'aspetto tremendo...occhi arrossati e rincoglionimento da PORRO Y CERVEZA e sonno mancato, abiti che si erano uniti alla pelle, e così via..."Allora,Dani, qual'è il programma?" Intanto aiutami a sistemare tutte le valigie e poi passiamo dalla padrona di casa che gli devo lasciare l'affitto e le chiavi! "OK,NO HAY PROBLEMA!ma a che ora hai il bus?"Alle 4 alla stazione di Sants!".Mestamente stacco i disegni, foto e ritagli di giornale che Daniela aveva attaccato a muro e li ripiego accuratamente per conservarli. La malinconia stava prendendo piede e per non lasciarla avanzare cominciamo a farci Porros a manetta e lasciamo le valigie mezze fatte. Usciamo per andare a casa della padrona di casa di Dani. L'entrata della Metro appariva come la bocca mostruosa di un drago che t'ingoia, ti digerisce nel suo intestino di carrozze e poi ti caca fuori come materiale organico buono a concimare le strade...pronto per essere nuovamente divorato!!!L'ubicazione della padrona di casa era in zona culonia,via checazzo ne so, traversa boh!ho atteso fuori dal portone che Daniela sbrigasse il tutto e quando ritorna mi dice:"Che ore sono?" Lentamente e faticosamente estraggo il mio ex-cellulare blu elettrico e vedo....."Sono le 14.15" "OK, perfetto!abbiamo tempo per tornare a casa, mangiare qualcosa e poi partire! "Muy bien,VAMOS!".Dopo esssere stati ri-cacati alla stazione Monumental saliamo a casa.Mangiamo una di quelle odiose baguette dei miei coglioni e Daniela si accinge a finire le valigie. Ora, ecco,questo è quello che si può definire l'inizio della fine...Il sottoscritto, colto da una necessità impellente si rifugia nel bagno per imitare la Metro/Dragone...Dalla porta del cesso sento Daniela che mi chiede"Piè, ma lo facciamo l'ultimo porro?" "Daniè, lascia stare che si fa tardi" "No, vabbè, casomai la finiamo per strada davanti la Metro" "Fai....". Ora,non so perchè, ma quella è risultato la canna più grossa che abbia mai fumato insieme ad una sola persona....sembrava non finire mai(vi piacerebbe,eh?)"Che ore sono?" "Daniè, guarda che sono le 15.20...SCAPPIAMO!!!". Tutti e due stoccatissimi usciamo con il porro ancora fumante...sostiamo di fronte all'ascensore della Metro per finirlo, e una signora col bimbo in carrozzina ci passa davanti con uno sguardo stranito e divertito allo stesso tempo. "Sono le 15.35, ANDIAMO!". Mentre l'ascensore scendeva ho pensato a Mickey Rourke su "Angel Heart"...Il drago mi stava ingoiando, e l'inferno spalancava le sue porte. Ero frastornato, debilitato fisicamente, senza fiato, e con una valigia pesantissima che riuscivo a malapena a trascinare...insomma, ero proprio una pezza! ". Ok, allora andiamo a Passeig de Gracia, cambiamo linea, e da Diagonal andiamo a Sants" "Cazzo, Daniè, mi sa che non ce la facciamo...". Daniela ammutolì...anche lei sapeva che non avremmo mai potuto arrivare in tempo, ma non riusciva ad ammetterlo. Come si dice...la speranza è l'ultima a morire!Con il cuore in gola arriviamo alla stazione di Passeig de Gracia e quel maledetto tunnel per cambiare linea(dalla viola alla verde)fu la cosa più terribile che ci potesse capitare in un frangente del genere!Oh mio dio, ancora me lo vedo là! immenso e senza fine! e sopratutto ricordo quella valigia che mi stava strappando il braccio dal corpo! Le gambe tremavano, il cuore batteva all'impazzata, il respiro era affannato e sentivo la gola chiusa da un catenaccio!!!L'inferno esiste, e io ci stavo dentro!!!ero nello stomaco del drago!passato il tunnel infernale di corsa arrivammo alle scale mobili, e le gambe reclamavano un riposo che sarebbe tardato a venire. Proprio su quelle scale Daniela,che era davanti a me, con un filo di voce dice:"Non ce la faccio più!" e molla la presa della sua valigia, la quale(siccome la gravità non è un opinione)cade rovinosamente terminando la sua breve ma intensa corsa sulla mia povera gamba destra!"AHIOOO!!!Cazzo il ginocchio!!!". Le persone dietro di me mi guardano allibbiti e interdetti. DANIE', ma se non c'ero io sai che avresti inaugurato il bowling in diagonale?e avresti fatto pure STRIKE!cazzo, da premio nobel per lo sport!!!meno male che ero troppo drogato e stanco per sentire dolore(la sera poi avrei zoppicato...). Raccolta la valigia saliamo sull'altra carrozza. L'animo era sottoterra per la fusione andata a male. Il bus sarebbe partito senza di lei...Se facevi attenzione l'avresti sentita ripetere a bassissima voce "no,cazzo,cazzo,no,no...".Miracolosamente arriviamo a Sants(che credete, il bello deve ancora cominciare....), peccato che erano già le 16.10 passate!!!Daniela presa dal panico urla:"Là c'è la stazione dei bus...ma....PIEEEE, la ci sono dei bus, FERMALI e vai a vedere se il mio è uno di quelli, io vado alla biglietteria ad informarmi!!!".....ehm, Fermarli, hai detto?e chi sono, superman? Faccio notare che i graziosi autobus erano dall'altra parte della piazza, grande quanto uno stadio olimpico!!!e non solo!!!la suddetta piazza era un punto nevralgico per il traffico urbano barcellonese!!!insomma c'era il delirio!!! Ecco che il nostro eroe, non perdendosi d'animo(per non dire che era fuso come una scimmia!), si LANCIA tra una macchina e l'altra per passare dall'altro lato della strada!avete mai giocato a quel videogioco dove il ranocchio deve passare la strada tra macchine sfreccianti senza essere spiaccicato?ecco, proprio così!!! arrivato dall'altro lato della piazza passo in rassegna gli autobus per vedere in quale era scritto Firenze o Italia...ma manco per il cazzo!!!non c'era proprio nulla...a momenti andavano su Marte quei cazzo di autobus, ma non in Italia!!!Ritorno alla biglietteria con la morte nel cuore, conscio di aver FALLITO...Daniela è dentro che parla con il bigliettaio. Io mi fermo a chiedere informazioni ad una signora, e non appena le chiedo se sapeva di un autobus diretto per l'Italia, Daniela esce correndo disperata dalla bigliettera urlando:"O Pieee, è partito!!!". Con una forza indicibile mi strattona dalla signora che rimane sconvolta dalla scena e tronca la sua risposta appena cominciata! PANICO, ragazzi, PANICO PURO!!!una domanda si era impadronita di noi....E ADESSO CHE CAZZO FACCIAMO???colti dalla disperazione, ecco che arriva lui...LUI...il risolutore volante!!!si avvicina a noi questo tipo sulla quarantina, una versione "on the road" di Milo Manara(si proprio lui, quello dei fumetti erotici!), con lo stesso taglio di capelli da cherubino, e gli occhi furbi...Vedendo il nostro stato si avvicina e ci chiede cosa c'era che non andava. Daniela gli spiega che aveva perso l'autobus, e prontamente il cherubino gli chiede di fargli vedere il biglietto! Io non capivo un cazzo di quello che stava succedendo. Il cherubino dice che sa che quel bus prima di partire si fermerà presso altre due stazioni!essì ragazzi, il tipo sapva il fatto suo, perchè era un TASSISTA! e della specie più cazzuta!Subito corriamo verso il suo Taxi, dove alla velocità della luce mettiamo le valigie nel bagagliaio, Daniela si mette davanti e io mi catapulto dietro!!!Il cherubino spara l'accelleratore e partiamo...ragazzi....avremo fatto metà Barcellona in 10 minuti scarsi!sorpassi azzardatissimi, gincane al limite dell'impossibile, semafori oltraggiati dalla noncuranza!!!Compà, ma chi sei?Mercurio post-moderno?quanto manca al Mach 3?Daniela scambia parole di gratitudine col nostro Speedy Gonzales, e questi gli dice di aspettare prima di ringraziare...almeno mi è sembrato di capire questo...dire che ero scioccato è poco! Quando i palazzi decidono di mettersi a fuoco oltre il finestrino, entriamo dentro una stazione degli autobus....immediatamente scendiamo e cerchiamo quello nostro.....NIENTE!!!non c'era!!!Mi veniva in mente solo una cosa:"OMMERDA!!!". Volete sapere cosa successe allora?beh, signori e signore....l'autobus arrivò dopo di noi!!!Cazzo, non mi sembrava vero!!!Quest'Odissea era giunta ad un lieto fine....sia ringraziato il cherubino.....Aiuto Daniela a mettere le valigie nel portabagagli dell'autobus mentre lei paga il tassista....e arriva il momento del commiato!ci abbracciamo, ci guardiamo in faccia e scattiamo a ridere istericamente, in modo tale da sciogliere la tensione accumulata...e tutt'e due diciamo:"Pazzesco....".Non occorreva aggiungere altro, era andata...ce l'avevamo fatta....che trip ragazzi...Lancio un ultimo cenno di saluto a Daniela mentre l'autobus s'allontana. Lei ricambia. Appena l'autobus esce dalla stazione tiro un grosso respiro e lo ricaccio subito fuori, come per espellere i residui di confusione. Mi volto per andare via e chi ti vedo? il nostro cherubino che mi guarda sorridente mentre si accende una sigaretta. Ricambio il sorriso e lui mi chiede se volevo essere portato da qualche parte...gli rispondo che abitavo li vicino....la verità era che non avevo un soldo bucato e avevo voglia di andare un pò a piedi...TRANQUILLAMENTE!!!....lo ringrazio dell'aiuto e gli stringo la mano. Sei stato un gran bel compagno d'avventura, amico mio, adesso puoi spiegare le ali e raggiungere i tuoi compari bianchi e gialli. Uscendo dalla stazione mi dico "Ora vado un pò a gironzolare, poi quando vedo una stazione della Metro/Dragone mi lascerò inghiottire per tornare a casa."....e volete sapere una cosa?appena volto l'angolo mi ritrovo al Monumental, ovvero dietro casa di Daniela!!!ahahahahah, finale perfetto, non trovate?così il cerchio si chiude...col senno di poi vi posso dire con franchezza che è stato molto più figo così!Come cantano i Motorpsycho su Dr.Hoffman's Bicycle..."there are two ways on every road you know my friend...and the best minds choose the crooked one". E questa è un'altra avventura psichedelica del vostro affezzionatissimo....spero vi sia piaciuta(se avete avuto abbastanza pazienza da leggerla tutta! ;) ).-See ya in the Spiral- 1月5日 Per l'uguaglianza e la convivenza civile...Gentili signori e signore, il vostro affezzionatissimo ha vissuto un'esperienza di quasi-morte!o meglio, un'altra ancora (chi mi conosce sa a quale altra occasione mi riferisco...). Dovete sapere che questa sera intorno alle 19.30 mi sono diretto alla ben nota vinacceria per prendere un bicchiere in compagnia dei miei amici. Tra l'altro questa volta con particolare piacere data la presenza del nostro GIOCOLONE (Betto per gli amici). una chiacchiera qui, un'altra là, e arriva il momento di battere la ritirata...ad un certo punto, tra un saluto e l'altro, vedo che una macchina non ben identificata (una sorta di ibrido tra una Jeep e una Station Wagon....che volete, di automobili non mi sono mai interessato...) cerca di salire forzatamente sul marciapiede tra l'aiuola e la macchina del mio amico Marco (che era posteggiata). Vedendo la scena mi volto verso Marco e gli dico: "Ehi Marco....bella ERA la tua macchina...". Il non ben identificato guidatore passa a stento nel suo improvvisato percorso tra lo sguardo attonito dei presenti e il volto terrorizzato di Marco.....e fu subito dopo che successe l'inaspettato!!!il guidatore pazzo, non contento della sua performace, dà un colpo secco all'accelleratore dirigendosi verso il mucchio di persone DAVANTI all'entrata dell'enoteca (che, per chi non lo sapesse, si affaccia sul suddetto marciapiede). Come nel miglior B-Movie poliziesco anni '70 le persone presenti si BUTTANO a destra e a sinistra; chi si SCHIACCIA contro il muro, chi si LANCIA sull'aiuola antistante....), e chi -ahimè- rimane scioccato e indugia sul da farsi.........cioè IO!!!il guidatore pazzo frena rumorosamente e riesce a fermarsi a circa 9/10 centimetri dal sottoscritto, mostrando il suo volto fino ad allora nascosto dietro il parabrezza (avete presente il film "Christine,la macchina infernale"? oppure il camionista di "Duel"?....una cosa del genere....)ancora scioccato e terrorizzato riesco a farmi da parte e guardarlo infaccia.....un cinese....un cinese che evidentemente non ha realizzato che le auto si guidano sulla strada....mi chiedo dove abbia preso la patente e chi gliel'abbia data, se mai ne avrà una...mah,forse quei pochi che hanno una macchina in cina sono abituati così...boh...Essendo il cinese pazzo ancora fermo, il Tramati gli si avvicina dicendogli: "Ehi, dove vai?sei già arrivato....fermati....dove vuoi andare?". Il cinese pazzo gli lancia un' occhiata fulminante degna del migliore yakuza(si, è la mafia giapponese, ma non me ne vogliate...)e prosegue la sua folle corsa nel marciapiede, essendosi tutti oramai allontanati (paura,eh?), per potere finalmente fermarsi nel negozio d'abbigliamento a 15 metri di distanza(parcheggiare la macchina sulla strada davanti il negozio no,eh?)........e il silenzio regnò tra di noi........PORCO DIO!!!!ora, alla luce di quest' esperienza, dato che questo è il mio blog e scrivo esattamente ciò che penso, dico solo una cosa: Mio caro amico dagli occhi a mandorla, capisco che sei venuto tra mille stenti in una terra straniera in cerca di una vita migliore, che nel tuo paese d'origine campare è un lusso, e che la povertà è dilaniante......sappi che qui da noi sei il benvenuto!Ti accolgo a braccia aperte...ma se pensi di fare tutto quello che cazzo vuoi, FOTTITI E TORNA A CASA TUA!!!E UNA VOLTA CHE CI SEI, CREPACI!!!ooooohhhhhh....voglio sperare che capiate che non ce l'ho con gli immigrati -assolutamente-, piuttosto ce l'ho con la gente che pensa di fare quello che gli pare infrangendo le regole base di convivenza civile; e che era un cinese non c'entra un cazzo! poteva essere benissimo un mio fottutissimo compaesano , l'avrei mandato affanculo uguale, anzi peggio!!!sappiamo benissimo che la merda non ha nazionalità...e quest'episodio è stato soltanto un pretesto per uscire 'sto discorso(esempi ce ne sarebbero a bizzeffe, e ben più gravi...).Poteva essere un russo, americano neozelandese, italiano o chi cazzo volete voi, ma chi fa quello che cazzo vuole senza capire che in una società ci sono anche gli altri, appartiene a una sola razza.....QUELLA CHE VA ELIMINATA!!! e ci metto tutti....i violenti, i militari, Bush, i terroristi, Berlusconi, gli arrampicatori sociali, i superbi, Nazisti e Fascisti, Tanzi, Fazio e compagnia....la lista andrebbe avanti per chilometri....Bene, adesso solleverò il polverone e i "progressisti per forza" mi tacceranno di razzismo....spero che invece capiate ciò che ho voluto dire e che la mia critica non era rivolta agli stranieri. Non è mia abitudine fare di tutta l'erba un fascio, e chi mi conosce lo sa....e tanto mi basta! |
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